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Armi e violenze
dopo la Lanterna Azzurra:
quattro arresti

OPERAZIONE compiuta nel Modenese dai carabinieri e derivata dalle intercettazioni eseguite per la tragedia di Corinaldo, avvenuta l'8 dicembre del 2018. Tra i destinatari del provvedimento cautelare, anche il 21enne Ugo Di Puorto, ritenuto dagli inquirenti uno dei componenti della banda dello spray
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Lanterna Azzurra

 

Operazione dei carabinieri nel Modenese dopo le intercettazioni ambientali eseguite per la strage della Lanterna Azzurra. Questa mattina sono finite in arresto, su richiesta della procura di Bologna (Direzione Distrettuale Antimafia), quattro persone – di cui tre in carcere e una ai domiciliari –  ritenute responsabili, a vario titolo, in concorso tra loro, di lesioni personali, detenzione abusiva di armi e munizioni, ricettazione, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e violenza privata, con l’aggravante per reati connessi ad attività mafiose.
L’indagine è partita da uno stralcio del procedimento per la strage della Lanterna Azzurra di Corinaldo, avvenuta nella notte dell’8 dicembre 2018.
Il Nucleo Investigativo di Ancona ha infatti raccolto elementi circa la possibile disponibilità di armi da parte di alcune persone legate a Ugo Di Puorto, già condannato in primo grado per la strage della Lanterna e figlio di un detenuto riconosciuto dagli inquirenti come il reggente del clan dei Casalesi per la provincia di Modena. Lo scorso marzo, il Nucleo Investigativo di Modena, aveva eseguito un decreto di perquisizione nei confronti delle persone destinatarie della misura cautelare. Tra queste,  un operaio 50enne, di origini campane, ma da tempo residente nel Modenese, arrestato perché trovato in possesso di 230 grammi di cocaina e due pistole, risultate oggetto di furto nonché il relativo munizionamento.
Nel quadro ricostruito a seguito delle indagini, era emerso che il principale arrestato di Castelfranco Emilia, Ugo Di Puorto, dopo aver avuto un diverbio per futili motivi con un altro giovane del posto nel maggio 2019, lo aveva picchiato procurandogli diverse lesioni. Successivamente, è ancora emerso dalle indagini, che lo stesso aveva chiesto agli altri destinatari del provvedimento cautelare,  per la procura messisi “a disposizione” del clan, di procurargli un’arma da utilizzare per risolvere la controversia ordinando di rintracciare il giovane e portarglielo.
L’operazione, iniziata alle prime ore del mattino è stata condotta dai carabinieri dei Nuclei Investigativi di Modena e Ancona, con il supporto dei Comandi dell’Arma territorialmente competenti e con l’ausilio di unità cinofile, fatte appositamente intervenire dal Nucleo Carabinieri Cinofili di Bologna, per la ricerca di armi e droga. Ugo Di Puorto era stato arrestato – assieme ad altri 5 ragazzi – dai carabinieri di Ancona nell’agosto del 2019, nove mesi dopo la strage in discoteca. A luglio 2020 è stato condannato in abbreviato a scontare 12 anni e 4 mesi di reclusione. Condannati anche gli altri 5 imputati, ritenuti responsabili della strage. Sono tutti in carcere.

(Redazione CA)

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