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Lgbti+, mozione in Consiglio:

«La città sia in prima linea
per i diritti di genere»

ANCONA - Presentata da Gianluca Quacquarini e Francesco Rubini per far aderire il Comune alla RE.A.DY, la Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere
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Gianluca Quacquarini

 

Depositata questa mattina la mozione dei consiglieri Gianluca Quacquarini e Francesco Rubini affinché anche il Comune di Ancona sottoscriva la Carta d’Intenti della RE.A.DY., documento che impegna amministrazioni locali e regionali ad avviare un dialogo con le associazioni locali LGBTI+, per facilitare l’emersione dei loro bisogni, sviluppando azioni positive sul territorio come già fatto nei mesi scorsi da molte Regioni e Comuni italiani (nelle Marche: Regione Marche e Comuni di Pesaro, Fano e Monteprandone). «Un documento che è un importante passo avanti verso il superamento delle discriminazioni – hanno fatto sapere i consiglieri -. Non solo, per il Comune è un’opportunità di incontro e scambio di esperienze e buone prassi con le altre Amministrazioni che hanno aderito. Un’adesione quella Carta d’Intenti della RE.A.DY. che in questo lungo periodo di emergenza sanitaria da Covid-19 diviene ancora più importante perché sottolinea la necessità, da parte delle istituzioni, di vigilare su questi temi. L’azione delle Pubbliche Amministrazioni è infatti fondamentale per promuovere sul piano locale politiche che sappiano rispondere ai bisogni delle persone, contribuendo a migliorarne la qualità della vita e creando un clima sociale di rispetto e di confronto libero da pregiudizi. Tra i compiti della Rete, anche quello di promuove e intraprendere iniziative di dimensione europea attraverso adesione e promozione di politiche libere da preconcetti».

Francesco Rubini

E ancora: «Con la Legge 76 del 20 maggio 2016 l’Italia è diventata un paese più civile, facendo un importante passo avanti nel riconoscere i diritti di tutti e allineandosi con le altre realtà europee in cui le unioni civili e i matrimoni egualitari sono la normalità ormai da anni. Tranne in Ungheria dove Orban continua imperterrito a calpestare la Costituzione e i diritti di migliaia di persone, utilizzando l’omofobia come arma elettorale. Ma ancora tanto c’è da fare in questo ambito anche nella nostra città e dunque anche la città di Ancona sia in prima linea per i diritti di genere aderendo alla Carta d’Intenti della RE.A.DY. e promuova insieme alla Rete sul piano locale politiche che sappiano rispondere ai bisogni delle persone, contribuendo a migliorarne la qualità della vita e creando un clima sociale di rispetto e di confronto libero da pregiudizi».

 

 

 

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