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‘Se questo è un uomo’
in scena alle Muse

ANCONA - Lo spettacolo di Valter Malosti, sulla scia dell'opera di Primo Levi, è previsto per il 9 gennaio
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(ph. Tommaso Le Pera)

 

Gli spettacoli della stagione del Teatro delle Muse di Ancona ripartono il 9 gennaio alle 16.30 con lo spettacolo, fuori abbonamento, Se questo è un uomo di Primo Levi.
Uno spettacolo di Valter Malosti dall’opera di Primo Levi (pubblicata da Giulio Einaudi editore), condensazione scenica a cura di Domenico Scarpa e Valter Malosti, scene di Margherita Palli, luci di Cesare Accetta, costumi di Gianluca Sbicca, progetto sonoro Gup Alcaro, tre madrigali (dall’opera poetica di Primo Levi) Carlo Boccadoro, video Luca Brinchi, Daniele Spanò.
In scena Valter Malosti e Lucrezia Forni/Noemi Apuzzo, Giacomo Zandonà, cura del movimento Alessio Maria Romano, assistente alla regia e suggeritrice Noemi Grasso/Leda Kreider, assistente alle scene Eleonora Peronetti, assistente al suono Alessio Foglia; scelte musicali Valter Malosti, musiche di Oren Ambarchi, Johann Sebastian Bach, Ludwig Van Beethoven, Cracow Kletzmer Band, Morton Feldman, Alexander Knaifel, Witold Lutoslawski, Oy Division, Arvo Pärt, Franz Schubert, John Zorn, madrigali eseguiti e registrati dai solisti dell’Erato Choir: soprani Karin Selva e Caterina Iora, contralto Giulia Beatini, tenori Massimo Lombardi e Stefano Gambarino, bassi Cristian Chiggiato e Renato Cadel, direzione musicale Massimo Lombardi e Dario Ribechi.
La produzione è ERT / Teatro Nazionale, TPE – Teatro Piemonte Europa, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Teatro di Roma – Teatro Nazionale Progetto realizzato in collaborazione con Centro Internazionale di Studi Primo Levi.

Valter Malosti ha firmato la regia e l’interpretazione di Se questo è un uomo portando per la prima volta in scena direttamente il romanzo, senza alcuna altra mediazione, e la voce di questa irripetibile opera prima, che è il libro di avventure più atroce e più bello del ventesimo secolo. Una voce che nella sua nudità sa restituire la babele del campo – i suoni, le minacce, gli ordini, il rumore della fabbrica di morte.
La voce è quella del testimone-protagonista, ma i suoi registri sono molti. La voce di Se questo è un uomo contiene in realtà una moltitudine di registri espressivi, narrativi, percettivi e di pensiero.
Questi registri, questi fotogrammi del pensiero nel suo divenire sono la vera azione del testo.
Riflessioni, guizzi, rilanci filosofici e psicologici, flash-back e flash-forward, “a parte” cognitivi.
«Volevo creare un’opera – dice Malosti – che fosse scabra e potente, come se quelle parole apparissero scolpite nella pietra. Spesso ho pensato al teatro antico mentre leggevo e rileggevo il testo. Da qui l’idea dei cori tratti dall’opera poetica di Levi detti o cantati. Da qui ha preso le mosse l’idea di utilizzo dello spazio. Una sorta di installazione d’arte visiva più che una classica messa in scena teatrale».

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