Telecamere sul conflitto in Ucraina:
la testimonianza sul campo
di Gunther Pariboni (Le foto)

Gunther Pariboni in un rifugio antiaereo a Kiev
di Maria Nerina Galiè
«La parte più difficile di questa situazione è non farti prendere dall’empatia, ma quando senti i bambini piangere o vedi i genitori disperati perché hanno perso tutto, allora sei costretto a ricacciare dietro la commozione»: questo il commento di Gunther Pariboni, reporter che vive ad Ascoli dal 2019 e collaboratore, tra le altre cose, anche di Cronache Picene.
Pariboni, telecamera in mano e coraggio – come stanno dimostrando tanti colleghi per raccontare al mondo intero gli effetti reali di quella che il governo russo si ostina a definire “operazione speciale” – è lì per conto della Xentek, che fornisce materiale audiovisivo e fotografico a Rai e Mediaset.
«La mattina ero a prepararmi il caffè a casa – racconta, attraverso messaggi a intermittenza che riesce ad inviarci – e la sera ero a Chisinau, in Moldavia, con il cameraman Lorenzo Turi e il giornalista del Tg1, Giacinto Pinto. La sensazione è quella di stare in piedi su una sfera. In qualsiasi momento sai che in questa zona di pace, la Moldavia, potrebbe scoppiare la guerra anche domani. La tappa successiva è stata Palanca, al confine con l’Ucraina.
Abbiamo visto forse più di un migliaio di persone che aspettava i loro cari e anche i rifugiati oramai in salvo. Colpisce molto l’umanità dei poliziotti dei poliziotti di frontiera: il loro gabbiotto, riscaldato, è diventato una nursery per cambiare i bambini». Non stanno mancando le brutte avventure: «Da lì poi ci siamo spostati in Transnistria, uno stato autonomo non riconosciuto da nessuno, che è un avamposto russo con tanto di carri armati e militari russi. Siamo stati seguiti dal Kgb perché insospettiti da come usavamo i cellulari per riprendere, anche se in realtà penso che ci stavano seguendo da diverso tempo».
Günther Pariboni, 49 anni, una laurea in comunicazione e diversi anni passati come documentaristica, (ha un trascorso con la Cnn e Discovery Channel) nel 2019 ha scelto di vivere ad Ascoli, dopo aver perso il lavoro a Bari: «Considero questa città e la Xentex un’opportunità per ricominciare professionalmente e umanamente». Non si è tirato indietro quando gli è stato chiesto di recarsi sui luoghi di questa guerra, inopportuna, anacronistica, fuori controllo e, quindi, ancor più pericolosa.
LA FOTOGALLERY di Gunther Pariboni
- Il giornalista del Tg1 Giacinto Pinto
Articoli correlati
«Tamponi di massa e vaccino anti Covid per i profughi ucraini in arrivo» L’allerta del ministero della Salute
Anche lo Sferisterio mette al bando Gergiev «Altre soluzioni non sono percorribili» Il cinema fil rouge del Mof 2022
Nelle Marche crollano i contagi, in una settimana meno 17,6% Gimbe: «Non vaccinato il 63% degli ucraini»
Accoglienza dei profughi ucraini: Osimo avvia una mappatura per verificare la disponibilità di alloggi
Torna alla home page

























