facebook rss

‘Considerate che avevo 15 anni’:
la mostra del 25 aprile
per ricordare Magda Minciotti

MONTE SAN VITO - L'allestimento, visitabile fino al 7 maggio al centro turistico 'Carlo Urbani', è incentrato sulla figura della studentessa di quindici anni, iscritta al Ginnasio del Regio Liceo Classico “Vittorio Emanuele II di Jesi per l’anno scolastico 1943-1944, che partecipò attivamente alla Resistenza
Print Friendly, PDF & Email

 

In occasione delle celebrazioni della Festa della Liberazione dell’Italia 2022 a Monte San Vito verrà inaugurata una mostra sulla figura di Magda Minciotti. L’allestimento – fa sapere una nota del Comune di Monte San Vito – si terrà al centro turistico Carlo Urbani e potrà essere visitato dal 25 aprile al 7 maggio. La mostra è organizzata dall’Anpi a cura di Anna Paola Moretti, con il patrocinio del Comune, omaggia il ricordo della studentessa di quindici anni, iscritta al Ginnasio del Regio Liceo Classico “Vittorio Emanuele II di Jesi per l’anno scolastico 1943-1944, che partecipò attivamente alla Resistenza.

Collaborò con i partigiani espletando servizi di collegamento e recapiti messaggi; nell’azione del 22 giugno 1944 nei pressi di Monte San Vito portò aiuto al partigiano Congiu Nello, il quale poi morirà per la gravità delle ferite. Magda fu arrestata per rappresaglia l’8 luglio 1944 quando i nazisti, nell’irruzione nella sua casa di sfollata a Monte San Vito, nella frazione S. Antonio, non riuscirono ad arrestare il fratello Giacinto, comandante di un Gap. Magda fu deportata in Germania per lavoro coatto nei lager e nelle fabbriche Siemens a Norimberga e Bayreuth; soffrì sfruttamento, fame, freddo, umiliazioni, bombardamenti, perse il fratello Giorgio, deportato con lei, che morì di stenti; ritornò gravemente ammalata di tubercolosi, schiacciata dal dolore,dalla depressione e dai sensi di colpa per cui non riuscì più a frequentare la scuola. Magda dal momento del suo arresto iniziò a scrivere un diario clandestino su un blocchetto di ricevute trovato casualmente. Riuscì a conservarlo fino al suo ritorno a Chiaravalle, avvenuto il 30 luglio 1945, quando ricopiò su un quaderno il diario che iniziava a deteriorarsi.

Nel diario Magda raccontò, oltre agli accadimenti, la solitudine, la nostalgia, lo sconforto, il dolore per la perdita del fratello deportato con lei, insieme alle strategie messe in atto per resistere alla disumanizzazione. Quando in seguito ai massicci bombardamenti alleati su Norimberga, la Siemens dislocò la produzione, Magda fu trasferita a Bayreuth, dove venne liberata il 15 aprile 1945 con l’arrivo dell’esercito americano. A Bayreuth conobbe il giovane carabiniere Vincenzo Castellani, che divenne in seguito suo marito. Magda rifiutò la proposta di pubblicare il suo diario. Lo conservò in silenzio per lunghissimi anni, consegnandolo al figlio maggiore poco prima della sua morte avvenuta prematuramente nel 1990 in seguito a una grave malattia. Il diario , tornato alla luce a distanza di oltre settanta anni è un documento straordinario e pubblicato nel volume ‘Considerate che avevo 15 anni’, apre alla conoscenza della deportazione per il lavoro coatto praticata dai nazisti in tutta Europa. L’ingresso alla mostra di Monte San Vito è gratuito e le aperture avranno  i seguenti orari: mercoledì 27 e giovedì 28 aprile dalle ore 16 aell 19, dal 2 al 6 maggio dalle ore 17 alle 19 (info. allo 071 7489301).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X