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‘L’eredità – Aurelio C.’,
taglio del nastro per la mostra
della Fondazione Carifac

FABRIANO - La cerimonia di inaugurazione è prevista per il 30 aprile e l'allestimento sarà visitabile fino al 31 agosto
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La mostra “L’eredità – Aurelio C. nelle collezioni fabrianesi” verrà inaugurata nelle sale espositive della Fondazione Carifac il 30 aprile alle ore 17 e sarà aperta al pubblico fino al 31 agosto prossimo presso le sale espositive della sede della Fondazione. Si tratta di una rassegna antologica composta dalle sole opere presenti nelle collezioni fabrianesi, in primis quelle di proprietà dell’ente e il dipinto appartenente al Comune di Fabriano. “L’eredità” (1974), attualmente ospitato nell’aula magna della scuola “Allegretto di Nuzio”, una delle opere di maggior pregio tra quelle eseguite dall’artista. In totale si tratta di 83 opere di proprietà di 24 collezionisti fabrianesi. La mostra è curata dall’associazione culturale “Archivio Aurelio C.” che, in virtù del lavoro di catalogazione finora portato avanti per gran parte delle opere dell’autore ha organizzato una mostra antologica pressoché esaustiva della sua lunga carriera artistica (1948 – 2006), operando una selezione critica dei dipinti presenti nelle collezioni fabrianesi.

«Con questo evento – sottolinea il presidente, Dennis Luigi Censi, nella prefazione al catalogo della mostra- la Fondazione Carifac vuole che il patrimonio culturale sia “conosciuto” e riconosciuto” come valore e come eredità culturale dalla comunità locale. È quindi importante diffonderne la conoscenza nei territori e tra i cittadini residenti per poi spaziare oltre confine. Questo serve sia per la tutela dei beni artistici che per permettere uno sviluppo dei territori grazie alla valorizzazione delle proprie risorse culturali, inoltre il sostegno privato al mondo dell’arte, offerto dalle Fondazioni di origine bancaria, è un segno tangibile del percorso di crescita civile di una comunità”» Aurelio C. in oltre 60 anni di carriera, si è ritagliato uno spazio importante nell’arte figurativa italiana. Dagli inizi a Roma nel 1948 come allievo di Corrado Cagli durante il periodo dell’Astrattismo, successivamente al fianco di Mario De Micheli in “Arte Contro” e nella stagione del Realismo, con i quadri contro la guerra nel Vietnam, i murali di Valenza e Carpi, quelli in Centro-America, fino a giungere, con gli anni della maturità, al ciclo pittorico della “Grande Mela”, Aurelio ha lasciato nell’arte e nella cultura italiana un’impronta significativa ed originale.

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