facebook rss

Daspo urbani e locali chiusi, il questore:
«Sempre più giovani fanno uso
di alcol e stupefacenti»

EMERGENZA - I ragazzi, ha spiegato Cesare Capocasa «prendono d’assalto bar, chioschi e locali a caccia di cocktail e ‘Shottini’, ad alta gradazione alcolica. Il problema è che molti non si limitano a ‘bere qualcosa’, ma cercano lo sballo alcolico»
Print Friendly, PDF & Email

Il questore Cesare Capocasa (Archivio)

Sono stati 36 i divieti di accesso alle aree urbane disposti dal questore Cesare Capocasa dal suo insediamento ad oggi.
I provvedimenti sono stati emessi su istruttoria della Divisione Anticrimine e mirano a colpire quelle condotte di violenza che mettono in pericolo l’ordine e la sicurezza pubblica cittadina. Molti degli episodi sanzionati sono stati inoltre causati dall’abuso di alcool, che hanno reso adolescenti, giovani, ma anche adulti, aggressivi e incapaci di frenare comportamenti antisociali.
Inoltre la Squadra amministrativa e di sicurezza della Divisione Pas, sempre su indicazione del questore, è da mesi impegnata in servizi volti a contrastare il fenomeno dell’abuso di alcool, soprattutto tra giovani.
Nel corso del 2021, ad esempio è stato chiuso un noto bar ritrovo di giovani dove una 16enne, dopo aver bevuto alcolici serviti dal barista, aveva perso i sensi ed era stata accompagnata in codice rosso per coma etilico a Torrette dove venne ricoverata con prognosi riservata in rianimazione.
Successivamente è stato chiuso un locale del lungomare di Senigallia. I titolari erano stati sanzionati per avere consentito la somministrazione, all’interno della loro struttura, di superalcolici a due minorenni. I titolari non fecero inoltre nulla per dissuaderle.
Dopo qualche mese in piazza Cavour ad Ancona una minorenne era stata riaffidata ai genitori dopo che esser stata controllata dalla polizia Amministrativa mentre, ubriaca, beveva una birra acquistata in un vicino negozio di generi alimentari.

Le Volanti della polizia in zona porto (foto d’archivio)

Nel marzo di quest’anno è stato invece chiuso un noto locale del porto poiché il titolare, assente, aveva consentito che 2 clienti, già ubriachi, continuassero a bere. Uno dei due, poco dopo, colpì il suo amico con pugni e calci, procurandogli lesioni gravissime. Soccorso dal 118, la vittima venne ricoverata in prognosi riservata a Torrette.
I controlli sono stati estesi anche ai negozi di generi alimentari che vendono alcolici a ragazzi e che poi si recano a frequentare i locali della movida.
«Sono sempre più numerosi i giovani che fanno uso di sostanze alcoliche e stupefacenti e, come testimonia la comunità scientifica, si comincia sempre prima. Quella dell’aperitivo – ha detto il questore – è ormai per molti una consuetudine che ha preso piede anche tra i più giovani, che al calare della sera, prendono d’assalto bar, chioschi e locali a caccia di cocktail e ‘Shottini’, ad alta gradazione alcolica. Il problema è che molti non si limitano a ‘bere qualcosa’, ma cercano lo sballo alcolico, che a volte li porta direttamente al coma etilico ed in ogni caso provoca in loro danni psico- fisici, nonché problemi di ordine pubblico nelle strade, con schiamazzi, vandalismi, litigi e risse».

Per il questore «E’ necessario contrastare sul nascere, con una incisiva campagna di informazione e di monitoraggio sulle fasce d’età più a rischio – ha proseguito -, le conseguenze cagionevoli che l’uso prolungato di alcool e droghe possono produrre, generando malattie respiratorie e la degenerazione violenta del disagio giovanile. Una “risposta di sistema” che coinvolga le Istituzioni, le Forze dell’ordine, la Scuola ed il terzo settore, che, sinergicamente e congiuntamente, attuino nelle scuole, importanti momenti di formazione ed informazione sui danni alla salute, alla capacità di apprendimento e più in generale, all’armonico sviluppo psico-fisico e sociale, derivante dall’uso prolungato, continuativo di sostanze alcooliche o psicotrope, fenomeno ormai dilagante già nella fascia d’età 12-18 anni. Un’azione a tutto campo anche nelle discoteche e nei locali notturni – ha aggiunto -, non solo repressiva, ma soprattutto di prevenzione. Formazione sempre più qualificata per gli addetti alla sicurezza e del personale dedicato alla somministrazione di bevande alcooliche, anche sul fronte psicologico e comunicativo, la conoscenza delle lingue straniere, valutando l’inserimento di stage o apprendistato nei locali prima di conseguire l’abilitazione finale. Controlli sempre più severi all’ingresso dei locali pubblici per precludere l’accesso a persone già in stato di ebbrezza e monitoraggio delle toilette per evitare scambio di droghe, verifiche mirate a riscontrare se viene richiesto il documento di identità prima di vendere alcoolici ai ragazzi».
Dallo scorso 8 aprile la questura di Ancona sta distribuendo negli Istituti Scolastici, e nei centri di aggregazione giovanile del capoluogo e dell’intera provincia, delle brochure appositamente ideate con l’Ufficio Scolastico Regionale delle Marche e la Confartigianato per contrastare il disagio giovanile, legato anche all’abuso di alcool e stupefacenti, al motto di “AmiAMO La Vita non bruciAMO la Gioventù” .

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X