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Insegnanti guariti ma non vaccinati,
la falla del sistema e il braccio di ferro
tra Ufficio scolastico e Regione

CASO - Secondo l'interpretazione dell'Usr guidato da Filisetti, l'inadempienza per chi non è in possesso del Green pass rafforzato scatta 90 giorni dopo il test positivo. Il presidente Acquaroli e l'assessora Latini scrivono al Ministero: «Non trova riscontro nell'impianto legislativo che non prevede tali obblighi tassativi»
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Ugo Filisetti

 

Una falla del sistema mette in crisi il sistema scolastico. Al momento infatti il green pass non è più obbligatorio per insegnare ma fino al 15 giugno resterà in vigore l’obbligo vaccinale.
Nelle Marche gli insegnanti guariti da Covid ma non vaccinati saranno considerati inadempienti 90 giorni dopo il test positivo. Il che vuol dire che non potranno prestare servizio a contatto con gli alunni e le alunne ma  saranno assegnati ad altre mansioni.
Questo secondo l’interpretazione che l’Ufficio scolastico regionale guidato da Ugo Maria Filisetti ha dato in una circolare diffusa negli istituti scolastici della regione.

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L’assessore Giorgia Latini e il governatore Francesco Acquaroli

Interpretazione che, dopo aver sollevato le proteste degli insegnanti, incassa oggi la contestazione del presidente della Regione Francesco Acquaroli e dell’assessora Giorgia Latini che si rivolgono al Ministero. «Questa interpretazione è restrittiva rispetto alle norme nazionali vigenti e non trova riscontro nell’impianto legislativo che non prevede tali obblighi tassativi, ad esempio entro i 90 giorni». D’altra parte il Coordinamento Comitati Guariti da Covid aveva già chiesto di revocare immediatamente in autotutela le disposizioni emanate nelal nota del 2 maggio.
Vediamo nel dettaglio. Nella nota di indicazioni dell’Usr Marche si afferma che «il personale scolastico, che ottiene il certificato verde a seguito di guarigione da Covid-19, risulterà inadempiente agli obblighi trascorsi 90 giorni, dalla data di certificazione di positività, nel caso in cui non abbia ricevuto alcuna dose di vaccino o nel caso in cui abbia contratto l’infezione entro 14 giorni dalla somministrazione di una dose di vaccino. Diversamente, nel caso di personale che abbia concluso il ciclo vaccinale primario, l’inadempienza all’obbligo vaccinale si configura decorsi 120 giorni dalla data del test diagnostico positivo. Decorsi tali termini il personale scolastico sarà considerato inadempiente e, qualora docente, non potrà prestare servizio a contatto con gli alunni dovendosi adottare provvedimento di impiego in mansioni alternative, con decorrenza immediata».

Al di là delle mere interpretazioni legislative, questo vuol dire per le scuole cercare al volo un supplente. Per gli studenti significa, specialmente in questo periodo dell’anno scolastico, ritrovarsi ad essere ancora una volta quelli che più pagano per il Covid: fanno lezione, ultime verifiche e recuperi, qualcuno persino la Maturità, con un prof nuovo che non conosce le situazioni di ogni singolo studente.

Il presidente Acquaroli e l’assessora Latini scrivono al Ministero dell’Istruzione, al Sottosegretario all’Istruzione e all’Ufficio scolastico regionale per un chiarimento su alcune note partite proprio da quest’ultimo e dirette al Coordinamento Comitati Guariti da Covid-19 e riferite ad insegnanti e personale scolastico.
«Questa interpretazione – dicono – è restrittiva rispetto alle norme nazionali vigenti e non trova riscontro nell’impianto legislativo che non prevede tali obblighi tassativi, ad esempio entro i 90 giorni. In questo modo vengono inasprite le misure ben oltre le prescrizioni di legge. Va ricordato che gli insegnanti rischiano di essere sospesi e assegnati ad altra mansione. Siamo ormai abituati a questo atteggiamento ma non possiamo accettarlo».

La richiesta dunque è quella di «riconsiderare le posizioni che sono state rappresentate dal Coordinamento, supportate da un’ampia bibliografia scientifica e normativa». Infatti, dai documenti e dalle note prodotte dall’Ufficio scolastico regionale e quelle del Capo di Gabinetto del Ministero della Salute risultano incongruenze con la normativa vigente che rischiano di danneggiare gli insegnanti guariti da Covid.

«Non risulta – proseguono presidente e assessore nella lettera – che sia stata né abrogata né modificata la Circolare Ministeriale nr. 32884 del 21 luglio 2021 secondo cui “è possibile considerare la somministrazione di un’unica dose di vaccino nei soggetti con pregresso contagio da Covid-19 (decorso in maniera sintomatica od asintomatica), purché la vaccinazione venga eseguita preferibilmente entro i sei mesi dalla stessa e comunque non oltre i dodici mesi dalla guarigione». Di qui la richiesta di un confronto affinché vengano assunte urgentemente “nuove determinazioni”.

«Questa interpretazione, oltre le norme – scrivono Acquaroli e Latini – risulta infatti lesiva dei soggetti guariti che, nel caso specifico, prestano il loro servizio all’interno di un istituto scolastico».

(a.p.)

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