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Tommaso Sampaolesi e Peyote Vibes:
l’hip hop liberatorio del progetto Itdj

MUSICA - Continua il racconto di Cronache Ancona alla scoperta di gruppi e cantanti del nostro territorio. Ecco “de Mon Demon”, l'album cervellotico della band di Jesi appena uscito in versione digitale
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Tommaso Sampaolesi

 

di Giampaolo Milzi

S’è strizzato il cervello ben bene, Tommaso Sampaolesi, in questo caso “celato” dall’acronimo Itdj, per contaminare con parole in vera e iper spontaea libertà la musica frutto del lavoro altrettanto estroso di Riccardo Franconi.

Tommaso in studio

Ed è infatti un album cervellotico, che sollecita e a volte strapazza i neuroni del fruitore, questo “de Mon Demon”. E che tappa la bocca, per fortuna, ai tanti che più o meno ragionevolmente e incolpevolmente pensano che un genere così inflazionato e stagionato come l’hip hop riservi prodotti per lo più scontati, troppo simili tra loro, affatto intriganti. Ebbene sì, questa è roba che virtuosamente spiazza e disorienta, che tra l’altro è limitativo definire hip hop. Si tratta molto di “trip” (nel senso non solo stilistico, ma letterale del termine) hop, di un viaggio un po’ allucinato e allucinante in parole e suoni, otto tracce che è davvero difficile non riascoltare più volte, tanto ti fan girare piacevolmente la testa. E pensare che è nato tutto da un incontro e una collaborazione, non fortuiti ma fin da subito appassionati, tra Tommaso e i due “alchimisti” responsabili dello studio di produzione e registrazione Peyote Vibes, ovvero il già citato Riccardo Franconi e Nicola Amici. Un alchemico incantesimo consumatosi a Jesi, città base del Peyote e degli amici artisti fin qui nominati. Fatto sta che l’intesa è stata subito tendente alla perfezione.

La copertina dell’album

Con Franconi che si dava da fare per partorire brani elettronici strumentali, Sampaolesi che non ci ha pensato mezzo attimo fuggente a rispondere all’invito di inserire la sua voce e Nicola Amici a sovraintendere il tutto, prodigo di dritte ed ulteriori idee. E, ora che “de Mon Demon” è appena uscito in versione digitale (6 maggio), è proprio Amici che non si sottrae dal delinearne l’identikit: “Un’opera intensa e personale, diretta, inquietante ma liberatoria, in cui l’autore (Sampaolesi, ndr.) dà sfogo ai propri pensieri al ritmo di sonorità electro dark. Una riflessione introspettiva e un confronto con i propri demoni, una auto-analisi terapeutica per buttare fuori un po’ di veleno”. Come non concordare, dopo aver udito e riudito i brani? Quanto all’electro dark, anche qui ci siamo, ma, stilosissimo e conturbante hip hop a parte, i due Peyote e Tommaso confessano molteplici influenze. Dalla passione di Riccardo e Nicola per band come I Bachi da Pietra, all’ hip hop/rap di Beastie Boys, Run the Jewels e Danny Brown, che hanno ispirato la voce di Sampaolesi durante la scrittura. E ancora: spunti di Edm, alternative rock, industrial, grunge. Già, ma notiamo bene, solo spunti. Richiami, questi ultimi, davvero in sottofondo. Riccardo Franconi è stato capace di cucire col sinth un abito originalissimo che calza a pennello sui testi di Tommaso. Testi di un esistenzialismo sofferto. Di chi continuamente si perde e fatica a ritrovarsi, perennemente chiamato a una resa dei conti coi satanassi che gli pungolano l’animo e che rendono così difficile trovare un senso, risposte certe ai tanti, troppi dubbi e punti interrogativi del vivere personale e sociale. Tutto risulta difficile, in questo pazzo mondo: orientarsi, imparare, trovar pace, mettersi in gioco per identificare un centro di gravità, scorgere luci tra ondate di oscurità depressiva.

Tra ossimori e contrarietà, Tommaso modula e muta sapientemente il tono vocale, dal cadenzato, all’urlato, dal cantilenante all’affabulatorio, fino ad arrivare, in un paio di episodi, ad una sorta di forma canzone e sempre capace di suscitare emozioni e phatos. Lo stesso accade in “Come ti ricordi” e in “Tutti contro tutti”, le due tracks in cui voce e testi sono di Matteo “Boso” Bosi, giovane rapper amico di Tommaso. Un Tommaso Sampaolesi che merita qualche riga in più, trattandosi di un personaggio eclettico, sia cantautore che musicista chitarrista. Itdj, la sigla con cui battezza questo album, sono le iniziali de Il Tipo di Jesi, progetto che ha dato vita agli album “Pranzo Rock in Via Trieste” nel 2018 e “Yeah Yeah Jesi!!” nel 2020, oltre ai due singoli, “Libertà” e “Mio fratello è figlio unico” nel 2021 (cover di Rino Gaetano). Ancora prima, innamorato del Seattle sound, Tommaso aveva tirato su il gruppo dei Cora, coi quali aveva pubblicato nel 2009 il cd “L’aria che respiro soffoca”. Ecco il link per ascoltare ed acquistare l’album.

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