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Percosse, minacce ed estorsioni:
messa alla prova per 5 bulli

ANCONA - Come stabilito dal giudice minorile, dovranno affrontare un percorso rieducativo lungo otto mesi. Per una ragazza è arrivato il perdono giudiziale. A vario titolo, dovevano rispondere di violenza privata, percosse, minacce. C'erano anche - limitati a due indagati - episodi di stalking e richieste di denaro
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foto d’archivio

 

Un percorso lungo otto mesi fatto di attività rieducative e volontariato. E’ quanto stabilito dal giudice minorile nei confronti di cinque bulli, tutti residenti ad Ancona e di età compresa tra i 17 e i 20 anni. In un lasso di tempo compreso tra il 2018 e il 2020, quando erano minorenni, avrebbero vessato (questa l’accusa) con comportamenti collettivi o individuali almeno sei coetanei, alcuni dei quali gravati da deficit cognitivi. Per una sesta indagata, l’unica ragazza del gruppetto, è arrivato il perdono giudiziale. Un ulteriore ragazzo, il settimo del gruppo, è stata rinviata l’udienza al 13 settembre perchè la Map non era ancora pronta.

Per quanta riguarda le accuse specifiche, in tre sono accusati di percosse. Un reato relativo a un episodio del gennaio del 2020, quando era stato preso di mira un 17enne: stando alla procura, due lo avrebbe schiaffeggiato, spuntandogli anche contro, un terzo avrebbe incitato alla violenza. Un altro indagato deve rispondere di due episodi di minacce, di cui uno nei confronti del 17enne percosso, un altro ai danni di una mamma intervenuta nel dicembre del 2019 a piazza d’Armi per difendere il figlio finito nel mirino dei bulli: «Ti buttiamo nel cesso, vuoi un pugno anche te?» sarebbe stato detto alla donna.

Le accuse più gravi sono nei confronti di due indagati, entrambi 19enni. Nei confronti di uno, la procura ha contestato gli atti persecutori subiti da un 18enne, affetto da disturbi cognitivi. Tra il 2018 e il 2020 sarebbe stato percosso e minacciato più volte («Ti ammazziamo e ti mettiamo dentro a quei sacchi»). In un’occasione gli sarebbe stato fatto il taglio della gola, in un’altra mostrato un tirapugni. Tra gli indagati c’è anche chi deve rispondere di stalking ed estorsione, reati che avrebbe subito un 17enne tra il 2019 e il 2020. Tra chi ha chiesto la messa alla prova c’è anche un 20enne rom. In un’indagine parallela a questa era stato arrestato con l’accusa di stalking ed estorsione, reati per cui sta già affrontando un percorso di Map. In questa inchiesta deve rispondere di violenza privata e minacce.

(fe.ser)

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