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Il procuratore Nicola Gratteri all’Univpm:
«Le mafie esistono
se c’è consenso popolare»

ANCONA - Conferito al numero uno della procura di Catanzaro il dottorato di ricerca honoris causa in Management and Law per la sua continua lotta a contrasto della 'Ndrangheta: «In questi due anni di pandemia, l'economia ha sofferto tantissimo. La mafia ha fatto shopping, comprato a prezzi da outlet tutto ciò che era in vendita» FOTO
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Il conferimento del titolo di dottore di ricerca al procuratore Gratteri

di Federica Serfilippi (foto di Giusy Marinelli)

«Le mafie esistono dove c’è da gestire denaro e potere, le mafie esistono perché c’è interconnessione con la collettività, le mafie esistono se hanno consenso popolare». E’ iniziata così la lectio magistralis del dottor Nicola Gratteri, procuratore capo del tribunale di Catanzaro, da tempo impiegato nelle attività di contrasto della criminalità organizzata e dalla ‘Ndrangheta. Questo pomeriggio, alla facoltà di Economia, ha ricevuto dalle mani del rettore dell’Univpm Gian Luca Gregori il Dottorato di ricerca honoris causa in Management and Law. Una proclamazione preceduta dalla lectio del procuratore, arrivato ad Ancona (gli è stata conferita anche la cittadinanza onoraria) nel giorno dell’anniversario della strage di Capaci, dove perse la vita il magistrato antimafia Giovanni Falcone.

Gratteri con il rettore Univpm Gregori

Le motivazioni del conferimento: “Per aver svolto attività di ricerca applicata nelle materie del Diritto e dell’Economia, attraverso le sue indagini finalizzate al contrasto della criminalità organizzata e del traffico internazionale di sostanze stupefacenti, conseguendo brillanti risultati in termini di ripristino della legalità e al contempo attività di ricerca teorica, riuscendo nel non facile compito di delineare l’unicità della struttura organizzativa della ‘Ndrangheta, di disvelare le sue modalità operative e persino i suoi rapporti con i settori economici e con la politica, con ricadute nelle Regioni del Nord e finanche all’estero; per aver diffuso i risultati delle sue indagini-investigazioni-ricerche a studenti, a professionisti del settore, alla cittadinanza ed in ogni caso soprattutto ai giovani, con scopo formativo, educativo e di sensibilizzazione a favore della creazione di una rete ampia di legalità che impedisca le infiltrazioni criminali nell’Economia sana, dimostrando, pertanto, capacità ed attitudini riconducibili ad attività di ricerca, di didattica e di terza missione condotte sempre con spirito di servizio, abnegazione, sacrificio e coraggio”.

Gratteri con a sinistra il procuratore capo di Ancona Monica Garulli

Le parole del rettore Gregori in merito al conferimento: «Vuole essere il riconoscimento di una carriera brillante volta al contrasto della criminalità organizzata, della generosità di un uomo che con passione, disponibilità, impegno e sacrificio ha dedicato un’intera vita alla legalità, una testimonianza di vicinanza e di supporto alla sua persona». Nella lectio, dal titolo ‘La nostra lotta contro la ‘Ndrangheta’, il dottor Gratteri ha soprattutto parlato del rapporto tra le mafie e la società, di come le organizzazioni criminali siano mutate nel tempo, «adeguandosi ai mutamenti sociali».

«L’economia e la società stessa – ha detto Gratteri – si nutrono di mafia. Ma come? Pensiamo ai due anni di Covid, in cui l’economia ha sofferto tantissimo. In questo periodo, le mafie hanno fatto shopping, comprato a prezzi da outlet tutto ciò che era in vendita. E’ successo anche che ci sono stati passaggi di beni senza l’atto dal notaio: ovvero, il proprietario del negozio è rimasto proprietario dal punto di vista formale, ma da quello sostanziale il proprietario è diventato un altro, come l’usuraio o un prestanome. L’usuraio mafioso – ha continuato – si presenta come benefattore, con la faccia pulita e nel giro di poche ore è pronto a dare 50/100mila euro: ma l’obiettivo dell’usuraio non è guadagnare, ma è rilevare l’attività commerciale in difficoltà».

Il mutamento delle mafie negli ultimi venti anni: «Le mafie non hanno più bisogno di uccidere, c’è stato un forte abbassamento della morale e dell’etica: è diventato facile corrompere per pochi soldi l’amministratore di un pubblico servizio». Le mafie, stando a quanto rilevato dal procuratore, negli ultimi hanno investito in paesi ricchi, come la Germania e l’Olanda, dove possono maggiormente passare inosservate e guadagnare più facilmente. Gratteri ha lamentato la «mancanza di riforme normative proporzionate» alle realtà odierne. Realtà, a livello europeo, dove «l’Italia non tocca palla». Prima della lectio c’è stata la laudatio del candidato  da parte della professoressa Caterina Lucarelli, coordinatrice del Dottorato di ricerca in Management and Law.

Gratteri con

Il conferimento del Dottorato

Gratteri con il prefetto Darco Pellos e il questore Cesare Capocasa

 

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