Con ‘Femminili singolari’
Vera Gheno chiude la rassegna Orme

CUPRAMONTANA- La socioliguista sarà ospite nel giardino del Mig sabato pomeriggio, per scoprire le modalità di una possibile rideterminazione del femminile a partire dalle sue parole

Vera Gheno

 

È giunta al suo ultimo appuntamento la rassegna Orme – incontri oltre il femminile, che da marzo ha animato il Mig e il Teatro Concordia di Cupramontana con presentazioni di libri, laboratori e mostre. «La partecipazione e la potenza di questa prima edizione di Orme ci ha già dato la carica per progettare quella futura – sottolinea in una nota Maddalena Mennechella, assessora alla cultura di Cupramontana -. Un ringraziamento speciale va alla co-organizzatrice Valeria Bochi, con cui è nata l’idea della rassegna, e alle persone speciali che hanno lavorato sodo per renderla possibile. Siamo emozionati per la chiusura di questo percorso fatto di appuntamenti preziosi, in cui abbiamo parlato delle orme lasciate nel passato per immaginarne, insieme, di nuove». La rassegna, che è riuscita ad avvicinare con successo una comunità a tematiche troppo poco dibattute, non poteva che chiudersi con un’ospite scoppiettante e ironica. Sabato 4 giugno, nel giardino del Mig, alle ore 18 la sociolinguista – o social-linguista -, traduttrice dall’ungherese, divulgatrice, ricercatrice Vera Gheno presenterà ‘Femminili singolari’. Il femminismo è nelle parole (Effequ, 2019), accompagnata dal linguista Nicola Moriconi. Al centro del dialogo le modalità di una possibile rideterminazione del femminile a partire dalle sue parole e da un uso consapevole di esse.

Sindaca, avvocata, architetta sono declinazione per alcuni intollerabili: Vera Gheno racconta che dietro queste reazioni c’è un mondo di parole, un mondo fatto di storia e di usi che riflette quel che pensiamo. Attraverso le innumerevoli esperienze avute sui social, all’Accademia della Crusca – con cui ha collaborato per 30 anni – e nella sua vita personale, l’autrice smonta tutte le convinzioni linguistiche della comunità italiana, rintracciando l’inclinazione inesorabilmente maschilista. I femminili sono, spiega la Gheno, comuni nelle professioni in cui le donne erano abituali, e meno comuni laddove le donne, fino a tempi recenti, erano una rarità. Ha senso quindi mantenere distinzioni tra mestieri al femminile e mestieri al maschile? E se fosse proprio questa una forma di discriminazione? La rassegna Orme – incontri oltre il femminile è desiderata e prodotta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Cupramontana, in collaborazione con la Consulta per la Cultura, con LA Muuf, con la libreria indipendente Sabot e con Aaltoo Aps (per info.; orme.cupra@gmail.com).

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