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Riforma del 118,
tavolo tecnico in Regione

SANITA' - Approvata all'unanimità la mozione che propone la riorganizzazione del sistema di emergenza
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Un tavolo tecnico per “ristrutturare” il 118. Dovranno occuparsene il presidente della Regione Francesco Acquaroli e la sua Giunta. Dopo le manifestazioni per il trentennale del 118, infatti, arriva anche una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale, che accoglie la proposta operativa di riorganizzazione ed efficientamento risorse del Sistema di Emergenza Territoriale.

L’atto impegna appunto l’amministrazione regionale a istituire un Tavolo tecnico per la rimodulazione e la ridefinizione dell’organizzazione e delle competenze, prevedendo, con apposito regolamento, le modalità, le finalità e gli obiettivi. Si chiede, inoltre, di prevedere che dello stesso Tavolo entrino a far parte le società scientifiche, i rappresentanti delle associazioni di pazienti, degli ordini professionali medici e infermieristici, delle associazioni di categoria tecnico professionali, delle organizzazioni di volontariato, degli esperti clinici e accademici, dell’Asur, del Dipartimento Regionale Salute e dei sindacati interessati.

«Nella mozione  – si legge in una nota della Regione – vengono evidenziate le maggiori criticità che attualmente gravano sull’assetto organizzativo del Servizio 118 regionale, già provato dalla pandemia, a partire dalla mancanza di medici Set e Meu (specialisti in emergenza e urgenza). Fatti presente, inoltre, l’inadeguatezza ed il superamento del documento di riferimento per l’organizzazione e l’inquadramento dei professionisti, che risale al lontano 2010».

L’atto ha preso le mosse da due diverse mozioni sottoscritte la prima da Simona Lupini (Gruppo misto) e Marta Ruggeri (M5s) e la seconda da Anna Menghi, Chiara Biondi (Lega), Elena Leonardi (Fdi), Anna Casini, Manuela Bora, Micaela Vitri (Pd), Marta Ruggeri, Simona Lupini.
E’ proprio la consigliera Lupini, vice-presidente della Commissione Sanità, che per prima aveva presentato una mozione sul tema, già lo scorso gennaio, ad esprimere la sua soddisfazione: «Ho rapporti quotidiani con le società scientifiche, le associazioni di volontariato e le associazioni di categoria del settore emergenza-urgenza: da tutte, arrivava la richiesta di una riforma complessiva del sistema. Da operatrice sanitaria, conosco bene il valore del 118, e ne ho toccato con mano le difficoltà: negli scorsi mesi, ho anche visitato alcuni Pronto Soccorso, come quelli di Jesi e Fabriano, per vedere la situazione sul terreno».

 

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