facebook rss

Sui banchi del Mercato Dorico
il miele e il formaggio prodotti
dai detenuti di Barcaglione

ANCONA - In 60 si occupano, in forma volontaria, dell’orto sociale del carcere a fianco all'azienda agricola dove si producono anche olio extravergine di oliva dall’oliveto e formaggi con un gregge di 20 pecore e il caseificio interno. Mercoledì 15 e 29 giugno saranno venduti in uno stand dedicato all'agricoltura etica
Print Friendly, PDF & Email

 

Il lavoro nei campi come forma di riscatto. La possibilità di imparare un mestiere e la soddisfazione di realizzare prodotti genuini apprezzati dai consumatori. È un esempio a livello nazionale il progetto del Carcere di Barcaglione dove circa 60 detenuti si occupano, in forma volontaria, dell’orto sociale a fianco all’azienda agricola dove si producono olio extravergine di oliva dall’oliveto, miele dalle arnie e, ultimamente, anche formaggi e latte con un gregge di 20 pecore e il caseificio interno. E proprio il miele e il formaggio di Barcaglione saranno i protagonisti dell’iniziativa di mercoledì prossimo, 15 giugno, quando al Mercato Dorico di via Martiri della Resistenza ci sarà uno stand dedicato alla vendita diretta di questi prodotti. «Un esempio illuminato di agricoltura sociale, dove il lavoro in campagna si arricchisce di finalità educative e di integrazione» sottolinea una nota di Coldiretti. L’associazione di categoria spiega di aver «aderito fin da subito a questa iniziativa attraverso Federpensionati. Antonio Carletti, presidente degli “over” della provincia di Ancona, collabora da anni con Sandro Marozzi, l’agronomo di Barcaglione, ed è il tutor dell’orto».

Ogni giorno insegna ai suoi ragazzi i rudimenti del mestiere, gli accorgimenti da adottare nella coltivazione all’aperto e in serra. «Qui ogni anno si producono quintali di frutta e verdura che vengono divisi equamente tra chi ha lavorato. – prosegue il comunicato – Le eccedenze, nel corso della pandemia, sono state destinate a famiglie in difficoltà proprio attraverso i mercati di Campagna Amica. Le Marche non sono nuove a questa tipologia di agricoltura etica. La nostra è la prima regione d’Italia per numero di realtà iscritte all’Albo dell’agricoltura sociale con ben 70 agricole che tra le attività collaterali prevedono inserimenti lavorativi, servizi socio sanitari. In questo caso parliamo di un’attività che per i detenuti può trasformarsi in un’opportunità occupazionale e, di conseguenza, il reinserimento sociale una volta espiata la pena. I prodotti del carcere di Barcaglione saranno presenti al Mercato Dorico anche mercoledì 29 giugno».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X