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Ultimo atto per l’omicidio di Azka,
la Cassazione: ergastolo per il padre

SENTENZA - I giudici hanno condannato Muhammad Riaz in via definitiva, la sentenza si è appresa oggi. L'uomo avrebbe stordito la figlia per poi stenderla sulla provinciale 485 dove venne investita. Il racconto della vicenda
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La notte del 24 febbraio 2018 quando Azka è morta

di Gianluca Ginella

La pioggia intensa di quella sera poche ore dopo sarebbe diventata neve mentre si scioglieva il rebus di uno strano incidente stradale. La sera era quella del 24 febbraio 2018. E la polizia stradale si trovò a svolgere gli accertamenti su di un investimento a Trodica di Morrovalle lungo la provinciale 485 in cui era morta, intorno alle 19,50, una ragazzina di 19 anni, pakistana, Azka Riaz.

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Azka Riaz

Qualcosa non tornava, anche la testimonianza dell’automobilista che la investì e della moglie in auto con lui erano strane: dicevano che la ragazza era stesa sull’asfalto. E poi c’era altro, c’era una indagine aperta in procura che raccontava una triste vicenda di presunti maltrattamenti e violenze sessuali di un padre verso la figlia. Il pm Micaela Piredda, che seguiva il caso, era di turno quella notte e saputo il nome della vittima era corsa in obitorio. Aveva capito che dietro quell’incidente poteva esserci altro. In una città sotto la neve era emersa, come poi confermato nei processi, la storia di una ragazza che sarebbe stata vittima di violenze dal padre e di un omicidio che l’uomo avrebbe architettato: avrebbe picchiato la ragazza per poi stenderla in mezzo alla carreggiata della provinciale a Trodica di Morrovalle. Questo hanno detto i processi di primo e secondo grado in cui l’uomo è stato condannato all’ergastolo. Questo ha confermato oggi la Cassazione con l’udienza che si è svolta ieri per Muhammad Riaz, padre di Azka, e che dovrà farsi l’ergastolo per l’omicidio della figlia. Rigettato il ricorso della difesa.

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Il padre di Azka sul luogo dell’incidente

L’uomo, assistito dall’avvocato Flavio Rossi Albertini, ha sempre detto di essere innocente. Ma nei processi non sono emersi elementi da far pensare i giudici che la morte di Azka sia stata solo dovuta ad un investimento.

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L’ex comandante della polizia stradale di Civitanova, Leonardo Bonfitto, entra in obitorio il giorno dell’autopsia

Le perizie, le testimonianze della coppia sull’auto, il caso dei maltrattamenti e delle violenze sessuali non hanno deposto a favore dell’imputato. In particolare avrebbe pesato la perizia dei medici legali della procura, Mariano Cingolani e Roberto Scendoni, che avevano dimostrato come un paio di lesioni che la ragazza aveva sulla mandibola erano antecedenti di qualche minuto rispetto all’investimento.

Questo per l’accusa provava che la ragazza era stata tramortita e poi messa in mezzo alla strada. Altra circostanza che era apparsa sospetta quella che il padre fosse sul luogo dell’incidente quella sera. Muhammad disse che l’auto aveva avuto un guasto, che Azka scese sotto la pioggia per aiutare a far ripartire l’auto.

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Muhammad Riaz

La vettura, una Opel Corsa, ripartì, allora Riaz fece poca strada e rigirò per andare a prendere la figlia. Nella sua versione la ragazza sarebbe stata investita in quei momenti, da una Ford C Max che stava passando. Muhammad Riaz venne arrestato il giorno seguente l’incidente per omicidio volontario della figlia.

L’uomo viveva a Montelupone con le due figlie e i due figli (ne ha altri due in Pakistan), poi il sisma ha costretto la famiglia a cambiare casa, trasferirsi a Recanati.

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L’avvocato Paolo Carnevali

La moglie di Riaz invece vive da anni in Pakistan. Parte civile ieri in Cassazione, per il tutore del figlio minorenne di Riaz, l’avvocato Paolo Carnevali. Parti civili si erano costituite la moglie e gli altri figli dell’uomo, assistiti oltre che da Carnevali dall’avvocato Maurizio Nardozza.

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