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Messaggi e pedinamenti continui:
il questore ammonisce uno stalker

ANCONA - L'uomo, da 10 anni, era invaghito di una sua amica che ora stava trascorrendo le vacanze sulla Riviera del Conero
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La donna veniva continuamente cercata (Archivio)

Ancora un ammonimento per stalking, firmato dal questore Cesare Capocasa, su istruttoria della Divisione Anticrimine. E’ stato notificato nei giorni scorsi a un italiano residente in provincia.
Il provvedimento si è reso necessario poiché il 30enne, invaghitosi da circa 10 anni di un’amica più giovane, approfittando del fatto che per la stagione estiva si era trasferita in vacanza sulla riviera del Conero, aveva iniziato nuovamente una morbosa persecuzione, non accettando il rifiuto del rapporto.
Diversi i comportamenti molesti messi in atto dall’uomo come: messaggi, pedinamenti e domande pressanti, che miravano a creare un rapporto, rifiutato però con chiarezza dalla giovane.
Il continuo perdurare di ciò ha portato la ragazza, anche lei residente in provincia, a rivolgersi alle forze dell’ordine per ottenere un provvedimento di cessazione di quei comportamenti.
Al termine dell’attività istruttoria, il questore ha quindi emesso il provvedimento dell’Ammonimento, intimando allo stalker di interrompere ogni tipo di contatto e condotta lesiva.
La misura di prevenzione costituisce un efficace deterrente volto a contrastare il fenomeno dello stalking, prima che degeneri e si concretizzi in azioni aggressive, sia di tipo fisico che di tipo psicologico.
Dallo scorso gennaio, sono già 12 gli Ammonimenti emessi dal questore di Ancona, su istruttoria della Divisione Anticrimine diretta dal vice questore Marina Pepe.
«’Esserci sempre’ – ha commentato Capocasa – è soprattutto intervenire prima che le situazioni degenerino. In un momento storico in cui la violenza di genere costituisce senz’altro un’emergenza sociale è nostro obbligo, come Polizia di Stato, Forze dell’Ordine, Magistratura, Associazioni di Volontariato e di Categoria, Amministrazioni locali – ha proseguito -, fare rete per accogliere tutti i soggetti rientranti nelle cosiddette ‘Vittime vulnerabili’, che necessitano del nostro aiuto e la nostra presenza: donne, anziani e minori. Non voltiamoci dall’altra parte, ma tendiamo una mano a chi sappiamo, sentiamo o vediamo in difficoltà».

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