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Portonovo, spiaggia dimezzata:
«Contro l’erosione ripascimenti ogni 5 anni»

ANCONA - Il mare si è portato via metri di arenile e gli operatori balneari sono stati costretti a ridurre le file degli ombrelloni. L'assessore Ida Simonella spiega che il prossimo intervento, più incisivo rispetto alle manutenzioni periodiche, è atteso nel 2023. «Gli esperti Univpm hanno indicato il quinquennio come il periodo minimo per consentire all'ecosistema costiero e marino di mantenere le condizioni di equilibrio esistente» - FOTO
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La spiaggia di Portonovo erosa dal mare

 

La spiaggia di Portonovo, come altre del litorale adriatico, continua a rimpiccolirsi a causa dei fenomeni erosivi. Nonostante gli interventi periodici di manutenzione, il mare si è portato via metri di costa e i concessionari balneari, soprattutto quest’anno, sono stati costretti a diminuire le file di ombrelloni rinunciando alle nuove prenotazioni in piena stagione turistica. Il progetto più ampio di ripascimento previsto per il 2023 permetterà al Comune di Ancona di investire 300mila euro (200mila dei quali confinanziati dalla Regione). Sulla questione torna l’assessore Ida Simonella.

Ida Simonella

«In questi giorni si è parlato molto di interventi di manutenzione dell’arenile a Portonovo. E di presunti soldi sprecati. Vorrei chiarire perché si fanno e che obiettivi hanno. Intanto non si fanno per far guadagnare una fila di ombrelloni ai concessionari, il tema è molto più complesso. – sottolinea in una nota l’assessora – Le ‘manutenzioni dell’ arenile’ sono operazioni che vengono realizzate tra un ripascimento e l’altro. Consistono nel livellamento di materiale esistente, già presente in loco, al netto di quello portato via dalle mareggiate. A volte devono essere fatte rapidamente per una serie di motivi. Il principale? Evitare ulteriori erosioni della costa, non più sanabili. Non farle significa frapporre tra mare e terra una minore resistenza in caso di ulteriori mareggiate. Il ripascimento è altro rispetto alle manutenzioni. E’ l’apporto di materiale compatibile ex-novo proveniente da cave e prevede anche la realizzazione di cosiddette opere rigide (rifioritura e/o realizzazione di pennelli e scogliere, adiacenti e perpendicolari alla costa) e, nel nostro caso, anche l’escavo del molo per ripristinare un pescaggio sufficiente all’attracco. Tutto, dopo le necessarie verifiche ambientali».

Ida Simonella ribadisce che a Portonovo «si possono fare ripascimenti con frequenza quinquennale e il prossimo sarà nel 2023. Perché cinque anni? Gli esperti dell’Univpm lo hanno indicato come il periodo minimo per consentire all’ecosistema costiero e marino (emerso e sommerso) di mantenere le condizioni di equilibrio esistente. Ecco, in attesa di quel ripascimento gli interventi di manutenzione dell’arenile vanno fatti. In genere si fanno ogni anno verso fine giugno/metà luglio ma eventuali ulteriori fenomeni atmosferici possono rendere necessari interventi non procrastinabili. Come avvenuto qualche giorno fa. È qualcosa di molto tecnico e ha poco a che fare con le strumentalizzazioni politiche».

(foto Giusy Marinelli)

 

 

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