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Carenza di infermieri:
«Ne servono almeno 400 nelle Marche
per riorganizzare il sistema»

ANCONA - Giuseppino Conti, presidente dorico dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche, evidenzia come «alle nomine dei direttori generali deve seguire la risoluzione dei problemi di personale o la Missione 6 del Pnrr è destinata a fallire»
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Giuseppino Conti

 

«Il dibattito sulla carenza di risorse professionali in ambito sanitario deve tornare al centro dell’agenda politica e, alla riorganizzazione del sistema sanitario così come alla nomina dei nuovi vertici aziendali, deve seguire una soluzione ai problemi di carenza di personale e di condizioni di lavoro insostenibili che non possono essere ulteriormente procrastinate». Ecco come Giuseppino Conti, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Ancona, sintetizza il momento della sanità pubblica e le esigenze di una categoria, quella degli infermieri, che necessita di risposte anche nei presidi provinciali. Secondo i vertici di Opi Ancona il problema assumerà toni ancora più gravi quando prenderà piede il progetto per la riorganizzazione dei servizi territoriali voluto dal governo regionale per una adeguata risposta ai nuovi bisogni della popolazione ma che parte dal prossimo gennaio con un peccato originale grave come la carenza di personale infermieristico e non solo.

«I macchinari e le infrastrutture non bastano a garantire l’assistenza dei pazienti – spiega Conti – ma serve il personale qualificato». L’Ordine degli Infermieri di Ancona nell’ambito del proprio compito istituzionale di Ente Sussidiario dello Stato con l’obiettivo di tutelare i cittadini/pazienti e gli infermieri ritiene opportuno richiamare l’attenzione del Governo regionale alle necessità riorganizzative per l’applicazione la Missione 6 del Pnrr in questo territorio.

«Osservando i dati – insiste Conti – emerge una situazione che va risolta o la riorganizzazione fallirà prima ancora di entrare in vigore». Per Opi Ancona a livello regionale mancano oltre 400 Infermieri per i servizi territoriali indispensabili per l’attivazione delle 30 Case di Comunità (CdC) e degli Ospedali di Comunità (OdC), per l’attivazione del progetto dell’Infermiere di Famiglia e Comunità, per la funzionalità delle Centrali Operative Territoriali (Cot). In Area Vasta 2 sono previsti i Cot di Jesi e Senigallia, i CdC a Corinaldo, Filottrano, Fabriano, Chiaravalle, Loreto, due presidi ad Ancona, Cingoli, gli OdC a Jesi, Chiaravalle e Loreto. «Non è pensabile che la panacea sia nell’aumento dei posti ai Corsi di Laurea in Infermieristica perché i colleghi sarebbero pronti per entrare in servizio tra qualche anno mentre servono soluzioni immediate» conclude Conti. Secondo Opi Ancona occorre trovare soluzioni che superino le croniche carenze personale e rendere efficiente una riorganizzazione che ai cittadini andrà illustrata per evitare disagi.

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