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Le barriere antirumore scaldano
la campagna elettorale

FALCONARA - Il candidato sindaco Marco Baldassini ha incontrato il comitato “No al muro, sì al mare” preoccupato per il possibile riavvio del progetto e ha ricordato che con una mozione del 2018 il Consiglio comunale ha impegnato sindaca e giunta Signorini «a consegnare “brevi manu” o via pec la richiesta di sospensione o rivisitazione del bypass ferroviario. Ad oggi, dopo 4 anni e mezzo, nulla si è saputo in quanto non è mai stata convocata una commissione consiliare in merito». Teme un nuovo passo in avanti delle Ferrovie anche la candidata sindaca Annavittoria Banzi che parlerà il 26 aprile con gli stessi attivisti del fronte del no

La stazione ferroviaria di Falconara (foto Giusy Marinelli)

 

di Francesca Pasquali

Le barriere antirumore scaldano la campagna elettorale di Falconara Marittima. Mentre proseguono gli incontri dei candidati sindaco con il comitato “No al muro, sì al mare”, il fronte contrario al progetto di Rfi torna a ricompattarsi. Fin qui niente di strano, visto che quattro anni fa la città è stata tra le prime in Italia a opporsi al muro fonoassorbente. La novità è che, adesso, il tema assume una valenza tutta politica. E i candidati che aspirano a sottrarre a Stefania Signorini la poltrona di sindaca, puntano il dito contro la prima cittadina, “rea” – a loro dire – di sottovalutare il problema. L’ha fatto Anna Grasso, prima aspirante sindaca ad aver incontrato il comitato, e lo fa Marco Baldassini, che il comitato l’ha incontrato domenica scorsa. «Purtroppo, il progetto della costruzione delle barriere fonoassorbenti non è scongiurato, ma solamente sospeso. Così come non sono scongiurati gli espropri delle pertinenze delle abitazioni lungo la linea ferroviaria», dice Baldassini. Per la sindaca, invece, «la comunicazione (del Mit) è chiara» ed «è questo che fa fede».

Marco Baldassini

Al centro dell’incontro tra Baldassini e il comitato anche il bypass ferroviario. E la mozione n. 76 del 29 ottobre 2018, con la quale «il Consiglio comunale impegnava sindaca e giunta Signorini a consegnare “brevi manu” o, in alternativa, via pec la richiesta di sospensione o rivisitazione del bypass ferroviario». «Ad oggi, dopo quattro anni e mezzo, nulla si è saputo in quanto non è mai stata convocata una commissione consiliare in merito. Probabilmente perché, nel 2015, la giunta Brandoni aveva detto sì al progetto del bypass e (l’ex sindaco) non poteva smentirsi», spiega Baldassini. Che, come Grasso, ha firmato la lettera di impegno contro le “barriere antirumore”. Quella che indica nella modifica del Decreto ministeriale del 29 novembre 2000 (“Criteri per la predisposizione da parte delle società e degli enti gestori dei servizi pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture dei piani degli interventi di contenimento del rumore”) l’unica via per scongiurare definitivamente il rischio del muro fonoassorbente lungo la costa marchigiana. Per Signorini, invece, la vera soluzione resta l’arretramento della ferrovia.

A chiusura dell’incontro, Baldassini si è impegnato, in caso di vittoria, «a sollecitare Rfi al fine di prevedere la fermata di Falconara anche per i treni a lunga percorrenza, a iniziare dagli Intercity, per venire incontro alle esigenze dei falconaresi e agevolare i privati che manifesteranno l’intenzione di riaprire il bar della stazione».

Annavittoria Banzi

Annavittoria Banzi il comitato contro il muro lo incontrerà il 26 aprile. Anche la candidata del centrosinistra teme un nuovo passo in avanti delle Ferrovie. Il progetto delle barriere antirumore, infatti, potrebbe essere solo in standby. Le ultime comunicazioni del Ministero delle infrastrutture risalgono al 2019, quando il Mit comunicò al Comune la conclusione «“senza esito” del procedimento avviato» e «l’invito alla società proponente (Rfi) a ritirare il progetto». Come ha fatto notare Grasso, a margine dell’incontro con il comitato, però, «invito non equivale a obbligo». Il discorso, insomma, potrebbe non essere ancora chiuso. È quello che teme il comitato che ha chiesto di incontrare i quattro candidati sindaco. «Lo sa il comitato e me lo ha confermato il coordinatore regionale, senatore del Movimento 5 Stelle, Giorgio Fede, quale membro della Commissione trasporti, che il pericolo non è scongiurato», dice Banzi. E incalza: «Pur sposando la battaglia, il sindaco Signorini non ha ancora ottenuto la cancellazione definitiva dell’ipotesi barriere e questo perché la Regione, di suo colore amico, non ha fatto fino in fondo quanto doveva». «Vigileremo e porremo in essere – conclude la candidata del centrosinistra – ogni azione utile a sostegno della battaglia intrapresa dai cittadini, affinché il Governo provveda in maniera definitiva alla non realizzazione delle barriere antirumore nei tratti della ferrovia Adriatica».



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