Primo passo concreto verso la realizzazione del nuovo Bar del Duomo di San Ciriaco con la stessa funzione storica del chiosco già presente in passato. La Giunta comunale di Ancona ha, infatti, approvato il Documento di Indirizzo alla Progettazione per la costruzione di un edificio, probabilmente realizzato con una struttura leggera in acciaio, sopraelevata e removibile, per evitare danni ai reperti sottostanti, affidando ai tecnici comunali il mandato di avviare le procedure di affidamento e approvazione della progettazione nel più breve tempo possibile, data la strategicità dell’intervento. Perchè il progetto, considerato di grande importanza dall’Amministrazione del sindaco Daniele Silvetti, dovrà conciliare la duplice esigenza di tutela dei reperti archeologici emersi dagli scavi del 2016 con la riattivazione di un’attività commerciale storicamente molto frequentata. Nelle intenzioni del Comune il nuovo bar deve tornare ad essere un punto di servizio per cittadini, visitatori e turisti della Cattedrale.
L’area dove sorgerà la struttura si trova nel quartiere Guasco, nel centro storico di Ancona, ed è classificata a rischio archeologico perché custodisce i resti all’antica città greco-romana e medievale, anche di edifici religiosi come la chiesa di Santa Maria del Carmine e un convento carmelitano distrutti durante la Seconda guerra mondiale. Nel 1959 era stato costruito un chiosco-bar, poi ampliato con locali seminterrati ricavati dalle strutture antiche. Nel 2016 un progetto di ristrutturazione era stato bloccato dalla scoperta di importanti reperti durante gli scavi, rendendo necessario ripensare del tutto l’intervento. I successivi tentativi progettuali si sono arenati a causa dell’aumento dei costi legato alla pandemia da Covid 19 e poi alla guerra in Ucraina, fino a quando nel 2025 l’area è tornata nella piena disponibilità del Comune. E da quel momento si sono studiate le ipotesi meno impattanti per riportare il pubblico esercizio nell’area del belvedere del Duomo.

Vista panoramica dal belvedere del Duomo. In rosso la parte che non va compromessa da volumi edilizi evidenziata nella relazione al Dip
Il nuovo progetto, già sottoposta alla valutazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche, che si è espressa con specifiche prescrizioni, prevede intanto indagini archeologiche e di bonifica di ordigni bellici preventive, poi soluzioni costruttive leggere e compatibili con il sottosuolo, come strutture sopraelevate su pali per non interferire con i resti antichi, si legge nella relazione allegata alla delibera di giunta. Viene escluso fin da ora l’uso di pavimenti vetrati sopra i reperti, ritenuti problematici per via di condensa, polvere e difficoltà di conservazione. Materiali e design saranno inoltre scelti per ridurre l’impatto visivo e armonizzarsi con il contesto storico, mentre la vista panoramica sul porto dal belvedere dovrà essere preservata, evitando che i nuovi volumi la ostacolino. Inserita già nel Programma triennale delle opere pubbliche 2026–2028, l’opera ha un costo totale di 550.000 euro ed sarà finanziata dal Comune tramite mutuo e fondi derivanti da alienazioni immobiliari. I lavori saranno affidati con gara pubblica come la progettazione e l’esecuzione a soggetti esterni all’Amministrazione. Secondo il cronoprogramma indicativo una volta completate tutte le fasi di progettazione, approvazione, affidamento, esecuzione e collaudo, il nuovo bar del Duomo potrebbe essere pronto in circa 18 mesi e mezzo, di cui 10 dedicati alla sola realizzazione dei lavori.
(Redazione CA)
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