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Bar del Duomo, nuovo vincolo
blocca il cantiere:
abbandono e degrado con vista

ANCONA - La terrazza sul porto sulla quale sorgeva un tempo il punto di ristoro più panoramico della città, ora è un ammasso di detriti e sterpaglie. Il ritrovamento di reperti del V secolo mette nuove prescrizioni al progetto di riedificazione dell'area. Il futuro è un'incognita
domenica 29 gennaio 2017 - Ore 13:11
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Il cantiere bloccato nell’area del Duomo

 

 

di Agnese Carnevali

C’era una volta il Bar del Duomo, ad Ancona. C’è oggi un cantiere aperto e fermo da mesi, macerie della demolizione della vecchia struttura e sterpaglie, nell’area del Comune sulla quale insisteva già un vincolo paesaggistico e che ora è sottoposta anche a vincolo archeologico. Il ritrovamento di antichi reperti risalenti al V secolo ha aggiunto ostacoli ad un piano di ristrutturazione già particolarmente complicato. Che ne sarà, dunque, dell’unico punto di ristoro della zona chiuso ormai da 4 anni? Difficile a dirsi. Secondo le previsioni dei futuri nuovi titolari, Antonio Ambrosio e Dalmazio Rossi, noti ristoratori del “Giardino”, la struttura doveva tornare a nuova vita la scorsa estate, ma qualcosa è andato storto, bloccando il difficile iter di demolizione del vecchio immobile, che aveva accumulato negli anni abusi edilizi e condoni, e di ricostruzione.

L’EMERGERE DEI PROBLEMI

Il caso scoppia nel 2013, quando i precedenti concessionari decidono di lasciare i locali. Si cercano nuovi gestori, ma arriva lo stop della soprintendenza ai beni paesaggistici. Non si può procedere a nuova convenzione, se prima non vengono ripristinate le originarie condizioni dell’area. Tradotto: demolire la veranda costruita a copertura della bella terrazza che affaccia sulla città e sul porto. Un intervento a carico dei vecchi concessionari, che però non intendono avviare i lavori. Si trova la soluzione due anni fa. Il Comune firma un accordo con la “Bar del Duomo srl”, la nuova ditta di Ambrosio e Rossi. La società interessata all’attività di piccola ristorazione si farà carico delle spese di demolizione della vecchia struttura, della stesura di un nuovo progetto in linea con il vincolo paesaggistico e della sua realizzazione, in cambio della concessione della gestione del bar che sorgerà nell’area. Il progetto è approvato da Comune e Soprintendenza e i lavori iniziano di gran carriera, tanto che si dà per certa l’apertura per l’estate 2016. Mentre il Comune iniziata l’iter per la variante al piano del Guasco che possa consentire attività di ristoro nello spazio ancora indicato come area verde. Poi l’intoppo. Dal cantiere emergono frammenti architettonici in pietra, resti che risalirebbero al V secolo. Nuovo stop e nuovo vincolo, stavolta archeologico. E nuovo onere per la “Bar del Duomo srl”. Stracciato il vecchio, serve un nuovo progetto di riedificazione che rispetti anche le prescrizioni archeologiche.

Qui la storia si ferma, come anche il recupero dell’area abbandonata a se stessa, travolta dall’incuria e dal maltempo a pochi passi dal monumento simbolo della città. Si attende il nuovo progetto dei privati, che dovrà poi passare al vaglio di Comune e Soprintendenza, tutto entro i termini di decadenza del contratto stipulato due anni fa e sempre che nel frattempo non sia scemato l’interesse della “Bar del Duomo srl” ad acquisire l’area. In entrambi i casi, la patata bollente tornerebbe nelle mani del Comune.

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