Il comune di Ancona dovrà restituire ai dipendenti le somme trattenute nello stipendio dell’emolumento della ‘indennità di massa vestiaria’, riconosciuto tra il 2013 e il 2018 ad alcuni agenti della Polizia Locale per acquistare piccoli capi della divisa, come camicie, cravatte e calzini, che il Comune non forniva direttamente. A deciderlo sono state tre diverse sentenze che impongono ora all’ente la rifusione di oltre 66mila euro, comprensiva di spese legali ed interessi. Somma che dovrà trovare copertura nei conti comunali tra i debiti fuori bilancio. Anche nella prospettiva della liquidazione, stamattina la VII Commissione consiliare ha approvato la proposta di delibera sul debito fuori bilancio da ratificare domani, 30 aprile, in Consiglio comunale. L’indennità mensile in questione, si basava su vecchi regolamenti comunali del 1991 e 1994, ed è stata abolita nel 2019 da nuove disposizioni, come ha spiegato in commissione l’assessore Orlanda. Latini. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, attraverso il Servizio Ispettivo di Finanza Pubblica, aveva condotto una verifica amministrativo-contabile a Palazzo del Popolo sul quinquennio 2013-2018, rilevando che l’indennità non era prevista né da contratto né da fonte legislativa. La relazione era stata trasmessa alla Corte dei Conti, che aveva poi chiesto al Comune di recuperare le somme erogate.
Ma alla notifica delle richieste di restituzione 19 dipendenti avevano impugnato gli atti avviando cause legali contro l’ente. I giudizi, due della Corte d’Appello di Ancona del 29 gennaio 2025 e una del Tribunale Civile del 23 febbraio 2026, si sono conclusi con tre sentenze sfavorevoli per il Comune e in sede di approvazione del Rendiconto 2025, si è già provveduto ad accantonare, a titolo di fondo contenzioso legale, le somme necessarie, quantificate precisamente in 66.368,04 euro, dei quali oltre 43 mila euro per restituire le somme trattenute ai dipendenti e più di 23 mila euro destinati a spese legali e interessi. «Gli avvocati esterni che patrocinano gli interessi del Comune ci hanno sconsigliato ulteriori ricorsi, sia per i costi elevati sia perché altri dipendenti avrebbero potuto avviare nuove cause» ha evidenziato Latini. Per questo l’Amministrazione comunale ha deciso di riconoscere la legittimità del debito fuori bilancio nello strumento economico finanziario 2026/2028, annualità 2026, e di procedere poi ai rimborsi.
Sempre questa mattina la VII Commissione ha approvato un secondo debito fuori bilancio, al vaglio dell’aula domani. E’ relativo a una condanna del Comune al pagamento di circa 38.000 euro totali a seguito di una sentenza della Corte d’Appello del 2025 che ha rideterminato in misura superiore un’indennità di esproprio avvenuta tra il 1991 e il 2008 su un’area di via Posatora, prospiciente il parco. L’assessore Angelo Eliantonio ha chiarito ai commissari che i proprietari dell’area avevano contestato l’indennità di esproprio ricevuta, ritenendola troppo bassa. I giudici hanno riconosciuto loro una somma aggiuntiva di circa 29.000 euro, a cui si aggiungono interessi, spese legali, consulenze tecniche e altri oneri, per un totale complessivo di circa 38.000 euro che adesso il Comune dovrà versare.
(m.p.c.)
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