Banchinamento del Molo Clementino al porto antico di Ancona, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha chiesto all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale una cospicua integrazione di documenti nell’ambito del procedimento di Via integrata da Vas e con approfondimenti sulle possibili alternative progettuali per la realizzazione dell’hub croceristico. Integrazioni che dovranno essere trasmesse entro 20 giorni dalla data di protocollo della nota emessa il 27 aprile scorso, in 4 copie digitali destinate allo stesso Mase e al Ministero della Cultura, pena l’archiviazione del procedimento. Un nuovo passaggio che allunga ancora le tempistiche dell’iter progettuale ma che certo aiuta a focalizzarlo meglio in contorni e dettagli. La Commissione ministeriale Via-Vas rileva intanto che è stata analizzata in modo parziale la seconda ipotesi progettuale, quella alternativa della localizzazione presso la Banchina Rettilinea/ Penisola Commerciale «già richiamata negli atti istruttori quale opzione di rilevante interesse pubblico». Richiede a Adsp, quindi, uno studio comparativo e completo tra le due soluzioni, includendo aspetti tecnico-operativi, ambientali, paesaggistici, economici e di resilienza futura rispetto all’evoluzione del traffico crocieristico nel medio-lungo periodo. «Il confronto dovrà riguardare non solo i tempi di attuazione e messa in esercizio, ma anche i profili tecnico-operativi, – si legge nella nota ministeriale – con particolare riguardo a capacità di accosto, sicurezza della navigazione, accessibilità nautica, flessibilità gestionale, compatibilità con le funzioni portuali esistenti e programmate e resilienza futura rispetto all’evoluzione dei traffico passeggeri e del suo commuting per o attraverso la città» sottolinea il Mase.
Questo per permettere di metter a fuoco «se la soluzione proposta presso il Molo Clementino, che allo stato risulterebbe l’unico accosto idoneo alle grandi navi da crociera, presenti margini di adattabilità futura ovvero determini condizioni di rigidità funzionale e limitata espandibilità del sistema portuale; valutare il potenziale evolutivo dell’area della Penisola / Banchina Rettilinea, verificando se tale localizzazione possa offrire maggiori prospettive di sviluppo in termini di capacità ricettiva, possibilità di accogliere unità di ulteriori dimensioni, gestione simultanea di più navi e più ampia flessibilità organizzativa nel medio-lungo periodo; chiarire se, in una prospettiva programmatoria evolutiva, possano configurarsi scenari di progressiva riallocazione funzionale, nei quali le attuali funzioni crocieristiche previste al Molo Clementino vengano in futuro trasferite verso ambiti maggiormente espandibili, riservando eventualmente il Molo Clementino a funzioni diverse, ivi comprese quelle militari». La commissione ministeriale ricorda, infatti, che il progetto complessivo prevede un uso dell’infrastruttura sia crocieristico che militare e per mega yacht, ma manca un’analisi concreta della compatibilità tra le due funzioni.
Il Mase chiede quindi di definire «quale sia la funzione effettivamente prevalente dell’opera, distinguendo tra destinazioni strutturali, usi programmati e utilizzi meramente eventuali o residuali, e dovrà fornire un quadro previsionale dei traffici attesi su base annuale e mensile, con indicazione del numero degli accosti crocieristici (distinta per mesi), della distribuzione stagionale, delle classi dimensionali delle unità previste e delle eventuali punte di traffico». In quest’ottica vengono chiesti chiarimenti su in che misura l’opera risponda effettivamente e proporzionalmente alle esigenze della Marina Militare. «Emerge infatti un interesse della Marina Militare alla disponibilità di accosti idonei per esigenze di supporto logistico, transito e operatività navale, senza che risulti espressamente configurata, nei termini esaminati, una necessità esclusiva o prevalente della specifica opera oggetto di valutazione» prosegue il Mase. Dovrà in sostanza essere chiarito se la funzione militare abbia carattere strutturale o meramente occasionale nell’ambito dell’intervento.

Alcune immagini dello studio subacqueo affettuato sul relitto del Sunrise nl mare del porto antico di Ancona
Con la nota il Ministero rileva poi gravi lacune riguardo alla caratterizzazione dei sedimenti da dragare (già marzialmente risultati contaminati), all’assenza di un piano operativo di dragaggio dettagliato e alla mancata definizione delle modalità di gestione del Sunrise, il mercatile che riposa da decenni sui fondali attigui al Molo Clementino. «Il relitto interferisce con la nuova banchina, e la relazione generale rimanda al progetto definitivo la scelta di inglobarlo o rimuoverlo, ma poi indica sia che la rimozione è difficile per la fragilità dello scafo sia che lasciarlo in loco non è tecnicamente possibile» rileva il Ministero. La presenza del relitto del mercantile non può essere ignorata nella progettazione. Viene quindi chiesto di eseguire nuove ispezioni subacquee propedeutiche, già previste nella relazione tecnica inviata, analizzando con adeguato dettaglio le tre soluzioni possibili: rimozione totale, rimozione parziale con inglobamento, o mantenimento in sito.
Il Mase richiede inoltre mappature aggiornate degli habitat bentonici, una valutazione degli impatti sulla biodiversità inclusi mammiferi, tartarughe, avifauna e specie protette, l’integrazione della Valutazione di Incidenza (Vinca) con gli effetti cumulativi di altri interventi portuali (la banchina 15 ad esempio continuerà ad essere utilizzata con l’avvento del Molo Clementino?) e un piano di monitoraggio biologico redatto da esperti. Viene persino ipotizzato che «i grandi scafi possono trasportare specie non indigene tramite acque di zavorra o fouling. Si chiede, pertanto, al Proponente di esplicitare le misure di gestione dell’acqua di zavorra, con particolare riguardo alle specie potenzialmente invasive, conformemente alle convenzioni internazionali, e di valutare il rischio nel quadro della biodiversità locale». Il ministero segnala poi l’assenza di una valutazione degli impatti cumulativi con altri cantieri e opere in corso ad Ancona, la necessità di simulazioni visive realistiche per l’inserimento paesaggistico e uno studio specifico sul rischio di sversamenti accidentali in fase di esercizio. E con riferimento al sistema di elettrificazione delle banchine, per un investimento di circa 12 milioni di euro, chiede all’Adsp di verificare l’effettivo utilizzo dell’infrastruttura anche nei periodi di bassa stagione, la possibilità di usi multifunzionali e poi di estendere l’analisi energetica a compagnie navali diverse da quella di cui viene utilizzata attualmente l’unica base dati.
Non basta. Vengono sollecitate verifiche se «la valutazione acustica delle vibrazioni (specie durante le soste prolungate delle navi, ndr) abbia adeguatamente considerato livello di rumore continuo e prolungato nell’arco dell’intera giornata di sosta, distinguendolo dai picchi emissivi legati alle sole fasi di manovra, imbarco, sbarco o movimentazione accessoria, e di chiarire in che misura tale contributo possa incidere sul clima acustico dell’area portuale e urbana circostante, anche in relazione ai recettori sensibili e ai luoghi di maggiore fruizione pubblica». L’Adsp dovrà fornire infine «una valutazione della vulnerabilità del nuovo molo all’innalzamento del livello del mare e alle mareggiate estreme, con eventuali adeguamenti progettuali come l’altezza del piano di calpestio o il rinforzo delle difese spondali, nell’ambito della verifica climatica condotta secondo le Linee guida per l’integrazione della verifica climatica nelle valutazioni ambientali del Mase». Con La stessa nota l’Autorità portuale viene infine invitata a controdedurre alle osservazioni pervenute sul progetto nell’ambito del procedimento di Via integrata da Vas.
(Redazione CA)
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