Banche rigide sui prestiti,
la Regione interviene contro la stretta al credito

MARCHE - Approvato il piano contro il credit crunch d'intesa con la Camera di Commercio. Fondi rotativi, aiuti alle Pmi e mini bond per sbloccare 60 milioni di euro di nuovi finanziamenti

La sede della Regione Marche

Una manovra finanziaria strategica da 24,6 milioni di euro per contrastare la stretta creditizia e immettere nuova linfa vitale nel sistema produttivo locale. La Giunta regionale delle Marche ha approvato il nuovo piano per il sostegno al credito 2026, un pacchetto di interventi strutturato in stretta sinergia con i sindacati, le associazioni di categoria e la Camera di Commercio delle Marche. L’architettura finanziaria dell’operazione si basa su uno stanziamento diretto di 20,1 milioni di euro da parte della Regione, a cui si sommano 4,5 milioni di fondi camerali. Grazie al meccanismo dell’effetto leva e all’integrazione tra risorse pubbliche e capitali privati, l’intero impianto punta ad attivare quasi 60 milioni di euro di finanziamenti complessivi a beneficio delle piccole e medie imprese del territorio, utilizzando lo strumento virtuoso dei fondi rotativi che si rigenerano nel tempo tramite la restituzione delle rate.

Il piano si articola su cinque leve operative differenziate, pensate per rispondere alle reali esigenze di liquidità e investimento dei diversi comparti aziendali. Tra le misure principali spicca il rifinanziamento da 3 milioni di euro della linea “Bei Blending Marche” che, in accordo con la Banca Europea degli Investimenti, sbloccherà altri 35 milioni di prestiti a tassi agevolati per le realtà fino a 750 dipendenti. Debutta inoltre il Fondo Credito per le Imprese Cooperative con una dote di 2,7 milioni di euro, caratterizzato dal cofinanziamento al 50% con gli istituti bancari a tasso zero e coperture premiali fino al 70% per l’imprenditoria giovanile, femminile e per i progetti di workers buyout. Per le microimprese e le start-up viene invece potenziato il Fondo per il Micro e Piccolo Credito da 5,5 milioni di euro, che prevede l’abbuono delle ultime sei rate per le aziende in regola con i rimborsi.

La quota più consistente delle risorse, pari a 11,4 milioni di euro, è concentrata sul Fondo Credito Investimenti e Liquidità. Questa misura è stata specificamente calibrata per agire in sinergia con la Zona Economica Speciale, andando a coprire le spese e i progetti di investimento inferiori ai 200mila euro – esclusi dalle agevolazioni fiscali nazionali della ZES – e offrendo garanzie gratuite tramite Confidi insieme a un contributo a fondo perduto del 10%. Il piano lancia infine lo sguardo verso i canali della finanza alternativa stanziando 2 milioni di euro per l’emissione di mini bond, con l’obiettivo di coprire fino al 70% dei costi di consulenza societaria e preparare il terreno alle piccole e medie imprese marchigiane per l’accesso ai futuri panieri di investimento collettivi dei basket bond.

La portata dell’intervento è stata commentata con soddisfazione dai vertici istituzionali che hanno sottoscritto l’accordo. Il presidente della Regione, Francesco Acquaroli, ha sottolineato come promuovere l’accesso al credito significhi «sostenere lavoro, produzione e competitività del nostro territorio», integrando la manovra con la programmazione europea per una crescita strutturata. L’assessore allo Sviluppo Economico, Giacomo Bugaro, ha evidenziato l’introduzione di strumenti flessibili capaci di «trasformare la finanza in una leva concreta di sviluppo», ringraziando l’ente camerale per la cooperazione. Un plauso condiviso anche da Gino Sabatini, presidente della Camera di Commercio delle Marche, il quale ha rimarcato la necessità strategica di tutelare la spina dorsale delle microimprese dalle tensioni geopolitiche e dai rincari energetici, confermando lo stanziamento di 4,5 milioni del proprio bilancio per alimentare l’approccio congiunto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page

X