Dispersi per tre giorni
tra i ghiaioni delle Dolomiti:
ritrovati vivi i due escursionisti di Osimo

Soccorso Alpino e vigili del fuoco durante un intervento
Si è conclusa nel migliore dei modi, dopo ore di profonda apprensione, l’odissea di due escursionisti marchigiani rimasti bloccati per quasi tre giorni nel cuore impervio delle Dolomiti d’oltrepiave (LEGGI QUI).
Davide Cesaroni, 41 anni, e Chiara Pesaresi, 38 anni, entrambi di Osimo sono stati individuati e tratti in salvo dai tecnici del Soccorso alpino nella zona impervia di Col Cadorin, a ridosso del confine naturale tra il Friuli Venezia Giulia e il Veneto.
La coppia, fortemente provata dalla prolungata permanenza in quota e dalle rigide temperature notturne ma fortunatamente illesa, è stata immediatamente caricata a bordo di un elicottero. I medici e il personale sanitario stanno effettuando gli opportuni accertamenti clinici a Cimolais, dove i due coniugi hanno potuto finalmente riabbracciare i familiari che erano partiti d’urgenza dalle Marche per seguire da vicino le delicate operazioni di ricerca.
I problemi per i due escursionisti erano iniziati nella giornata di giovedì scorso. Reduci da una camminata compiuta il giorno precedente verso il Rifugio Maniago a Erto, i coniugi avevano pianificato un percorso decisamente impegnativo e tecnico nel cuore delle Dolomiti Friulane. Il programma prevedeva la partenza all’alba dal Rifugio Pordenone per raggiungere il Rifugio Padova, superando la Val d’Arade attraverso i sentieri CAI 352 e 353.
Si tratta di un tracciato di circa 7 ore caratterizzato da forti dislivelli, canaloni scoscesi, estesi ghiaioni e diversi passaggi esposti che richiedono passo fermo, preparazione atletica ed esperienza in ambienti di alta montagna. Durante la traversata, tuttavia, la coppia ha incontrato importanti difficoltà. Smarrita la traccia del sentiero principale, i due hanno perso l’orientamento all’interno di un’area particolarmente accidentata. Spossati dalla fatica e impossibilitati a proseguire in sicurezza, hanno preso la decisione di fermarsi e attendere i soccorsi.
A rendere drammatica la situazione è stato il totale isolamento tecnologico. La zona di Col Cadorin è nota per una quasi completa assenza di copertura di rete telefonica. Oltre alla mancanza di segnale, i cellulari dei due escursionisti si sono spenti definitivamente poche ore dopo l’inizio del blocco a causa del completo esaurimento delle batterie, privandoli di qualsiasi strumento per l’invio di coordinate Gps o chiamate d’emergenza.
L’allarme è scattato ufficialmente solo nella giornata successiva, attivato dai familiari allarmati dal prolungato e insolito silenzio radio. L’ultimo contatto diretto risaliva infatti a mercoledì sera intorno alle 22.30. La macchina delle ricerche si è messa in moto tempestivamente non appena la madre di Cesaroni ha formalizzato la denuncia di scomparsa.
Un elemento cruciale per circoscrivere l’area delle ricerche è stato il ritrovamento della vettura della coppia, rimasta parcheggiata nei pressi del Rifugio Pordenone a Cimolais. Il mancato arrivo dei due sia al Rifugio Padova, dove avevano prenotato il pernottamento per la notte di giovedì, sia presso un’osteria locale per la cena, ha confermato lo scenario di un incidente o di uno smarrimento lungo il percorso ad alta quota.
Il coordinamento delle operazioni, stabilito presso il campo base allestito all’aviosuperficie di Pian Pinedo a Claut, ha visto il dispiegamento di forze imponente. Quattro elicotteri, tra Drago dei vigili del fuoco e quello della Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia, hanno sorvolato a lungo la Valcellina e la Val d’Arade. Nel tardo pomeriggio, per perlustrare le aree non visibili dall’alto, numerose squadre di terra composte da centinaia di operatori del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (Cnsas), dei Vigili del Fuoco di Pordenone e Belluno e dei militari della Guardia di Finanza sono state elitrasportate in quota. Il setacciamento palmo a palmo dei canaloni secondari ha infine permesso di individuare i due coniugi a Col Cadorin, ponendo fine a tre giorni di profonda angoscia per parenti e amici.
Non appena appresa la notizia, la sindaca di Osimo, Michela Glorio, ha fatto un post su Facebook. «Stamattina – ha scritto la prima cittadina – tutta Osimo tira un sospiro di sollievo! La coppia di osimani, marito e moglie che da ieri sera venivano dati come dispersi da 5 giorni sulle Dolomiti, è stata ritrovata sana e salva. Un grazie infinito alla complessa macchina dei soccorsi che si è mossa in queste ore al confine tra Friuli e Veneto. Davide, Chiara, Osimo vi aspetta a braccia aperte!».
Coppia di Osimo dispersa sulle Dolomiti: scatta l’allarme, ricerche senza sosta tra Friuli e Veneto
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