Tentato omicidio a Marina Dorica:
aggressore condannato a 6 anni
«Parziale vizio di mente»

ANCONA - La pena in abbreviato stabilita dal giudice per il 25enne algerino arrestato lo scorso 17 agosto dopo aver tentato di affogare al porticciolo turistico un diportista umbro. Prima di essere catturato dalla polizia, aveva anche rincorso uno scooterista in via Mattei, armato di bastone. A fine condanna, verrà espulso dall'Italia

Il momento dell’arresto del 25enne

 

L’aggressione a Marina Dorica, lo ‘speronamento’ di uno scooterista in via Mattei e poi l’incursione in un appartamento dei Posatora, armato di bastone. E’ stato condannato a sei anni di reclusione il 25enne algerino arrestato lo scorso 17 agosto della polizia dopo aver seminato scompiglio e terrore in mezza città. Doveva rispondere di tentato omicidio, lesioni personali, resistenza a pubblico ufficiale violazione di domicilio. Si procedeva con il rito abbreviato. A pesare sulla sentenza emessa dal gup Francesca De Palma, l’esito della perizia psichiatrica disposta della procura: è stato ravvisato un parziale vizio di mente del 25enne al momento dei fatti contestati. Considerando anche la presenza della pericolosità sociale, il giudice ha anche disposto nei confronti dell’algerino una misura di sicurezza e il suo collocamento in Rems. A fine pena, dovrà essere espulso. Dal giorno dell’arresto, il 25enne si trova in carcere.

Il bastone sequestrato al 25enne

La follia dell’uomo, irregolare sul territorio italiano, era scoppiata a Marina Dorica dopo essere piombato sul gommone di un diportista umbro: gli aveva sferrato senza motivo un cazzotto. La vittima era finita in mare e, stando a quanto contestato, il 25enne aveva cercato di affogarlo, tenendo la testa sott’acqua. La violenza era terminata con l’arrivo del personale del porticciolo e di due finanzieri. L’algerino era scappato prima a piedi, poi a nuoto, urlando “Allah Akbar”. Raggiunta la ferrovia, si era armato di un bastone, inseguendo uno scooterista in via Mattei che, per seminare il 25enne, aveva invaso l’opposta corsia di marcia, andandosi a scontrare con una vettura. L’algerino si era dato di nuovo alla fuga, scavalcando il parapetto del cavalcavia e inerpicandosi per la vegetazione che porta al parco Belvedere di Posatora. Era riuscito a piombare nel terrazzo di un palazzo e ad entrare nell’appartamento di una famiglia, intenta a mangiare il pranzo. Provvidenziale l’intervento della polizia per bloccarlo e disarmarlo.

(fe.ser)

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