Ordinanza anti-alcol in scadenza:
«Proporremo ai locali una collaborazione
per la sorveglianza privata»

L’IPOTESI lanciata dal sindaco Simone Pugnaloni, ieri ospite con l’assessore Federica Gatto nella sede Cna di Castelfidardo, potrebbe concretizzarsi come passaggio successivo al non rinnovo dell'atto dopo il 31 marzo, data di stop dello stato di emergenza, per far nascere un progetto di "sicurezza condivisa" tra Comune ed esercenti

Da sin. Andre Cecconi e Simone Pugnaloni

 

Ieri sera la presidenza della Cna di Zona Sud di Ancona ha incontrato il sindaco di Osimo Simone Pugnaloni e l’assessora alla sicurezza Federica Gatto. Un incontro con un unico punto all’ordine del giorno: la sicurezza in Osimo dopo l’ordinanza del 10 febbraio 2022 che pone limiti nel centro storico alla somministrazione, all’asporto e agli orari dei locali. Un incontro per misurare, ad un mese dall’approvazione, gli effetti del provvedimento. Il segretario della Cna di Zona Sud di Ancona, Andrea Cantori, ha esordito sostenendo che «la Cna non è contraria al provvedimento – ricorda una nota dell’associazione di categoria – ricordando che queste ordinanze sono state approvate da altri comuni con buoni risultati e che sono in discussione in altre realtà. Però ha anche sottolineato che tali provvedimenti non possono essere strutturali e che devono essere ponderati in base ai contesti territoriali. I responsabili degli atti deplorevoli di teppismo e danneggiamento sono stati immediatamente individuati dalle forze dell’ordine, spesso anche grazie al sistema di videosorveglianza comunale presente. Le forze dell’ordine sono presenti e hanno effettuato controlli. Il sistema funziona e lo sta dimostrando. Certamente – ha concluso Cantori – occorre senso di responsabilità da parte degli esercenti per autoregolarsi e soprattutto collaborare e dialogare costantemente con l’amministrazione e le forze dell’ordine per prevenire episodi che possono danneggiare il buon nome della città».

Luigi Giambartolomei, referente Cna di Osimo, ha invece posto l’accento sulla necessità di salvaguardare il «brand Osimo, costruito con sacrifici e tempo, grazie alle mostre d’arte, grazie finalmente alla crescita di locali e di intrattenimento. Dobbiamo quindi porre attenzione a non esagerare situazioni che possono essere gestite da un sistema di sicurezza funzionante e che ha immediatamente risposto positivamente alle richieste dei cittadini». L’assessore Federica Gatto ha riportato le preoccupazioni dei residenti, in particolare nella zona dei vicoli del centro storico dove si erano verificati episodi deplorevoli. Infine l’atto vandalico del defibrillatore divelto hanno spinto l’amministrazione comunale ad una riflessione che ha portato all’approvazione dell’ordinanza del 10 febbraio.

Il sindaco Simone Pugnaloni ha esordito sostenendo che «occorre trovare un equilibrio tra le varie istanze. Il 31 marzo scadrà lo stato di emergenza, la mia amministrazione vorrebbe mantenere questa ordinanza fino alla scadenza dello stato di emergenza, dopodiché vorremmo proporre agli esercenti una collaborazione tesa a quella che la Cna definisce “sicurezza condivisa”, cioè la possibilità di unire i locali del centro storico per proporre una sorveglianza privata. Su questo fronte siamo disponibili a dialogare e a finanziare queste iniziative. In Osimo non abbiamo situazioni di degrado spinto, ma abbiamo fenomeni di maleducazione e piccolo teppismo che però tendono a rendere insicuri i residenti che vivono il centro storico. L’amministrazione ha il compito di rispondere a queste istanze in maniera proporzionata e ponderata: la sicurezza privata può essere una soluzione che permetta la convivenza necessaria tra le attività di somministrazione e i residenti del centro. L’amministrazione ora registra un miglioramento e abbiamo ancora tempo per organizzare assieme un progetto di sicurezza condivisa».

«Siamo orgogliosi che il progetto di “sicurezza condivisa” proposto con “Ancona Sicura” in Galleria Dorica sia un modello che sta suscitando interesse anche in Zona Sud – ha commentato Andrea Cecconi, presidente della Cna di Zona Sud, a chiusura dell’incontro – Un modello che può essere utile anche in Osimo se però verrà sostenuto dall’amministrazione. Un impegno che la nostra associazione continuerà a portare avanti anche nella nostra zona. E’ evidente, però, che dall’altro canto questo deve comportare un ritorno alla normalità: i provvedimenti presi sono stati una risposta necessaria ma non possono essere strutturali. – conclude Cecconi – Per fare questo occorre però senso di responsabilità da parte di tutti: cittadini, imprese, amministrazione. Occorre avere fiducia in un sistema di sicurezza che ha ampiamente dimostrato di essere efficace ed efficiente, individuando rapidamente i responsabili degli episodi di teppismo».

 

 

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