Morto il manager Erminio Copparo:
era amministratore unico
di Mobilità & Parcheggi
Si è spento oggi, all’età di 63 anni, il maceratese Erminio Copparo, a lungo direttore amministrativo della Clementoni di Recanati, presidente per tre anni dell’Apm di Macerata, presidente del collegio sindacale della cooperativa Betania. Era amministratore unico di Mobilità e Parcheggi.
Copparo era molto conosciuto per l’attività professionale ed anche per l’impegno sociale che lo aveva visto protagonista di diverse iniziative anche nella frazione di Villa Potenza dove abitava con la famiglia.
Copparo aveva frequentato lo Scientifico nel capoluogo per poi laurearsi in Economia ad Ancona, all’epoca sezione staccata dell’Università di Urbino. Corso di perfezionamento all’Istao e incarico dirigenziale alla Clementoni dove è stato direttore amministrativo e responsabile del settore finanza e controllo. Per tre anni ha guidato l’Apm, l’azienda municipalizzata del comune di Macerata ed è stato il dirigente del collegio sindacale di Betania, casa di riposo per anziani a Villa Potenza. Inoltre è stato nel consiglio di amministrazione di diverse società e tra queste sempre la Clementoni e Betania oltre ad essere stato componente del nucleo di valutazione dell’Università di Macerata.
Grande il dolore suscitato dalla notizia della morte del manager maceratese che aveva avuto modo di mettere le proprie competenze al servizio della collettività. Il sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli: «Erminio è stato fino all’ultimo un amministratore appassionato e competente. Già ci manca». L’assessore Ida Simonella: «Era con noi da qualche anno, alla guida di Mobilità e Parcheggi, ma era stato anche manager Clementoni e docente Istao. Erminio ci ha insegnato tantissimo. Ci ha insegnato che si può gestire un’azienda pubblica stando a posto con i conti, pensando continuamente a migliorare il servizio, a valorizzare i collaboratori, addirittura a progettare investimenti, o realizzare una sede dignitosa e accogliente per dipendenti e utenti. Ci ha insegnato – continua l’assessore – che puoi perseguire finalità pubbliche, facendo molto bene ed in maniera efficiente. Quando si affronta una malattia come la sua si tende a usare la parola guerriero. È un termine che non mi piace, che non dice pienamente tutta la complessità che c’è dietro quel tunnel, ma per Erminio devo fare un eccezione. Lui era un combattente vero, un leone».
(l. pat.)
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