Violenza e ricatti sessuali,
«Ritira la denuncia o nessuno ti sposerà»:
arrestati due fratelli

ANCONA - La donna, tra l'agosto 2020 e il marzo scorso, è stata costretta a compiere atti sessuali consumati in alcune strutture ricettive del capoluogo dorico. I carabinieri, coordinati dalla procura, hanno ricostruito l'intera vicenda, arrestando un 19enne e un 25enne del Bangladesh, titolari di due negozi di telefonia

Ad arrestare i due fratelli sono stati i carabinieri della Compagnia di Ancona

Violenza sessuale, detenzione di materiale pedopornografico, diffusione di immagini e filmati a contenuto sessualmente esplicito e violenza privata.
Questi i reati scoperti dai carabinieri della Compagnia di Ancona, a carico di due fratelli, di 19 e 25 anni del Bangladesh, arrestati a seguito dell’ordinanza emessa dal Gip di Ancona.
Le indagini, dirette dalla procura dorica, sono state avviate a seguito della denuncia presentata lo scorso marzo da una donna, connazionale dei due indagati. Grazie all’attività di direzione e coordinamento delle investigazioni operata dalla procura, è stato possibile svolgere tutti gli accertamenti del caso e ricostruire minuziosamente i contorni della vicenda, che ha subito assunto dei risvolti inaspettati.
E’ stato infatti riscontrato che tutto aveva avuto inizio nel 2020 quando uno dei due arrestati, titolare di un negozio di telefonia, dopo essere entrato in possesso di un filmato che riprendeva la giovane donna durante un rapporto sessuale con il fidanzato dell’epoca, aveva iniziato a minacciarla di diffondere il video, estrapolato grazie all’attività svolta nel settore della riparazione dei telefoni, se non avesse consumato dei rapporti anche con lui.
La donna, spaventata, si era vista dunque costretta ad acconsentire alle richieste dell’uomo. Così, nel periodo compreso tra l’agosto 2020 e il marzo scorso, era stata costretta a compiere atti sessuali, consumati in alcune strutture ricettive del capoluogo dorico ma anche all’interno dell’abitazione e dell’esercizio commerciale gestito dall’uomo.
Esercitando continue pressioni psicologiche sulla vittima, l’arrestato aveva pure provveduto a realizzare ulteriori filmati che la riprendevano in atteggiamenti sessualmente espliciti, arrivando anche a costringerla, quando non fosse possibile organizzare degli incontri, a effettuare delle videochiamate tramite WhatsApp in cui doveva spogliarsi o addirittura masturbarsi.
Sfiancata dalla situazione creatasi, la giovane donna aveva in un primo momento cercato di opporsi al ricatto ma il suo atteggiamento aveva scatenato le ire dell’uomo, che aveva reagito diffondendo il filmato tra i propri conoscenti, mostrandolo pure ai genitori della vittima, dicendo di volerle rovinare la vita perché, in quel modo, le avrebbe «impedito di trovare un marito» in quanto nessuno, nella loro comunità, «avrebbe accettato di sposare una donna che si era prestata a fare simili cose».
La vittima ha così deciso di rivolgersi ai carabinieri ma a questo punto, proprio nel corso delle indagini, si è verificato un ulteriore episodio: dopo che gli uomini dell’Arma, su disposizione dell’autorità giudiziaria, avevano eseguito una perquisizione informatica con l’ausilio di un consulente tecnico, che aveva consentito di riscontrare quanto riferito dalla vittima, sui dispositivi smartphone in uso ai 2 uomini.
Resisi conto che probabilmente la donna aveva sporto denuncia nei loro confronti, avevano iniziato a minacciarla di morte, intimandole di ritirare ogni eventuale accusa formalizzata.
Subito dopo la perquisizione, i due si erano presentati anche presso l’attività commerciale dei genitori della donna, arrivando a minacciarli e intimidirli.
A questo punto, i carabinieri della Compagnia di Ancona hanno raggiunto i due fratelli, notificando l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del tribunale di Ancona e accompagnandoli nel carcere di Montacutro dove si trovano a disposizione della procura della Repubblica, sottoposti all’ulteriore divieto di incontrarsi e comunicare.

(al.big)

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