L’estate è alle porte e ancora non è stato riaperto il chioschetto del Monumento a Castelfidardo. «I cittadini si stanno chiedendo il perché, visto che è in vigore una convenzione con la cooperativa sociale “Frolla” e la gestione della scorsa estate ha riscosso un enorme successo, sia per la simpatia dei ragazzi che servivano ai tavoli che per l’ottimo servizio svolto a favore di cittadinanza e turisti. – esordisce così in una nota a firma di Marco Cingolani, consigliere di FdI – Ma questa estate probabilmente non aprirà. Perché? Perché sembra che la struttura non sia a norma con l’agibilità e con altri permessi, come evidenziato tecnicamente dal consigliere Francesco Ragni (Fare Bene). Abbiamo chiesto la documentazione tecnica, ma ancora non c’è stata rilasciata nonostante siano passati i cinque giorni regolamentari. E dall’amministrazione nessun commento in merito, per lo meno ufficiale». Il consigliere d’opposizione Ragni ipotizza infatti, normativa di settore alla mano, che «per un locale ad uso bar e per svolgere l’attivita’ al suo interno ci devono essere altezze pari a 2.70 metri. il chiosco del Monumento ha un altezza media di.2.30 metri».
Tutto sarebbe iniziato un anno fa dopo l’atto vandalico che aveva prodotto danni sulla struttura gestita dai ragazzi del microbiscottificio Frolla di Osimo. «Avendo stipulato un’assicurazione contro gli atti vandalici, – ricorda Francesco Ragni nel suo comunicato – i ragazzi di Frolla cercano di recuperare il danno subito, ma si sentono rispondere dall’istituto assicurativo che il chiosco non è norma, non esiste, poiché non censito al Catasto Fabbricati e non possono erogare il premio. Tra lo stupore e l’incredulità, a ottobre 2021, come gruppo avevamo chiesto spiegazioni al Comune».
Il collega del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia aggiunge che «già a novembre scorso l’Amministrazione comunale era venuta a conoscenza dell’irregolarità del manufatto, su segnalazione della stessa Frolla, la quale legittimamente ha chiesto la messa a norma del chioschetto per lavorare. E solo a fine aprile è stato dato l’incarico ad un tecnico esterno di procedere con le pratiche di accatastamento. Ma l’accatastamento non è sufficiente a sanare la situazione se materialmente lo stabile non è idoneo all’esercizio dell’attività: possibile che nessuno dell’Amministrazione si sia accorto di tali gravi mancanze? Con un anno di tempo, e con un avanzo di amministrazione da 900 mila euro, c’erano tutte le condizioni per intervenire e continuare a garantire un servizio alla città e tre mesi di felicità ai ragazzi di Frolla.- sottolinea Marco Cingolani – Ma se non si sono neanche accorti che la struttura non è idonea…..era veramente difficile pretendere di più. Prima di dare gli incentivi alle nuove attività, scelta che condividiamo, sarebbe opportuno fare il minimo sindacale per permettere a quelle che ci sono di lavorare. Questa vicenda ci lascia veramente l’amaro in bocca, e per l’ennesima volta diciamo che cosi non si può andare avanti».
Alle perplessità si aggiunge lo sconcerto dei consiglieri di Solidarietà Popolare. «Inutile dire che la vicenda del chiosco del Monumento ci lascia attoniti e delusi. Per settimane abbiamo seguito la cosa chiedendo informazioni e documenti agli uffici, con il solo obiettivo di consentire agli amici di Frolla di poter aprire il bar ed offrire un bel servizio a tutta la cittadinanza. Purtroppo ad oggi, – sottolineano i consiglieri di minoranza – nonostante le rassicurazioni fornite nei giorni scorsi a più persone dall’Amministrazione, le possibilità che il bar riapra sembrano minime. Ci dispiace davvero per Frolla, una realtà splendida della nostra città, che oggi si trova nelle condizioni di non poter adempiere ad uno dei compiti che stabilisce la convenzione firmata con il Comune, la gestione del bar appunto. Ma ci dispiace tanto anche per tutta la città, che perde un servizio importante e vede sminuire ancora di più il luogo più bello che ha. Niente gelato per i bambini, niente aperitivo per i giovani, nessun ristoro per chi frequenta il parco. Viene spontaneo chiedersi: se ci si fosse attivati per tempo invece che nell’ultimo mese, si sarebbe riusciti a garantire la riapertura per l’estate? Ed ora, è possibile pensare a soluzioni alternative? Ci attiveremo quanto prima, insieme alle altre forze politiche, per far sì che l’Amministrazione si impegni a risolvere questa problematica».
Jacopo Corona di Frolla non entra nel merito delle polemiche politiche ma conferma che al momento non è stata ancora fissata una data per la riapertura del chiosco al parco del Monumento. «La documentazione è pronta, abbiamo chiesto chiarezza al Comune e stiamo aspettando la risposta. – si limita a commentare – Al momento abbiamo attivo il bar di Osimo, che se non partirà il chioschetto di Castelfidardo potenzieremo, e un calendario di altri eventi, dal Frollabus a Risorgimarche, Da fare, insomma, non ci manca. Certo, il bar di Castelfidardo era molto apprezzato. Ci dispiace che la vicenda abbia assunto connotati politici e sia diventato motivo di polemiche perché il nostro unico fine è quello di far lavorare i ragazzi»
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