«Il nostro appello è alle forze dell’ordine:
vogliamo chiarezza e giustizia
il prima possibile sul delitto di Ilaria» (Video)
Questa mattina il sindaco di Osimo, Simone Pugnaloni ha incontrato il fratello di Ilaria Maiorano, Daniele 35 anni, e la mamma della 41enne, Silvana Salvatore di 65, che sono stati ricevuti in Municipio dai Servizi sociali.
«Al centro dell’incontro la possibilità di essere tenuti aggiornati costantemente sull’evolversi della situazione che riguarda le due piccole bambine di Ilaria, e su come muoversi dal punto di vista legale per poterle vedere prima possibile. – si legge in una nota a firma congiunta tra Comune e famiglia Maiorano – E’ stato anche l’occasione per ribadire l’impegno da parte dell’Amministrazione comunale di sollecitare le autorità preposte a fare di più per i diritti delle donne e per il sostegno alle famiglie più fragili».
La stessa famiglia Maiorano ha voluto rilanciare un proprio appello: «Ci spiace che la tragedia di Ilaria possa aver sollevato polemiche politiche, la nostra accusa di averla lasciata sola non era rivolta direttamente al Comune di Osimo né tantomeno alle assistenti sociali, semmai alle leggi dello Stato che dovrebbero consentire azioni più incisive e tradursi in conseguenze e pene certe. Il nostro appello è alle forze dell’ordine e soprattutto alle autorità giudiziarie affinché si faccia prima possibile chiarezza e giustizia su quanto accaduto e si lavori costantemente a livello nazionale per evitare il ripetersi di altri episodi così drammatici».
Anche oggi a polemizzare, come nei giorni scorsi, sono state le Liste civiche d’opposizione che ieri non hanno partecipato alla fiaccolata in ricordo della mamma di due bambine di 5 e 8 anni trovata morta nel casolare di via Montefanese. Secondo i movimenti civici «l’accusa del fratello di Ilaria ha puntato il dito verso chi anche in questi giorni non ha perso occasione di trasformare la tragedia in una occasione di ribalta mediatica cercando di celare i propri errori dietro manifestazioni di facciata.- si legge in una nota – Cosa rimane della fiaccolata? Nulla se non si cambia registro. Molti dei servizi e strutture che erano in piedi fino al 2014 nel sociale sono state dimenticate non utilizzate a cominciare da Asso di Cuori, che era una casa proprio per le donne soggette a violenza».
Nel corso della manifestazione, il sindaco Simone Pugnaloni aveva lanciato un appello al governo centrale con la richiesta di finanziare i centri antiviolenza e di varare una legge sul tutoraggio per i fragili. Secondo l’attuale legislazione italiana, nelle situazioni critiche familiari, a monte di ogni intervento delle istituzioni, deve esserci sempre una richiesta di aiuto di parte di chi ha subito violenza nell’ambito della coppia. A nessun adulto capace di autodeterminarsi possono essere imposte scelte di vita personali e i Servizi sociali, come è accaduto nel caso specifico, tutelano in via prioritaria i minori e sostengono il percorso di genitorialità.
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