
Massimo Sturani, titolare del Maxi Bar, mentre indica l’inferriata segata, dalla quale è entrato il primo ladro
«Sono passati dal tetto, entrando dal retro dopo aver segato una sbarra dell’inferriata che protegge la finestra, per poi romperla ed entrare».
E’ così che i ladri, due o tre persone, questa notte intorno alle 4 sono riusciti ad entrare al Maxi Bar di via Maggini.
Approfittando di una scala, sono poi scesi raggiungendo una piccola corte interna dopodiché hanno segato una sbarra dell’inferriata e rotto una finestra.
Il primo ladro ad entrare nel locale era probabilmente molto magro, essendo riuscito ad accedere da uno spazio decisamente stretto, creato tra le grate. Successivamente, è andato ad aprire la porta che si trova sul lato di via delle Palombare, per far entrare i complici che si trovavano ancora all’esterno.
Una volta dentro «hanno strappato i fili sia dell’allarme che delle telecamere – racconta il titolare, Massimo Sturani -. Hanno preso 160 euro dal registratore di cassa, tenuti come fondo cassa, e danneggiato e forzato due slot e una cambia soldi. Solo da una macchinetta – prosegue – sono riusciti a prelevare del denaro, forse un centinaio di euro. Ma è ancora da verificare la cifra esatta».
I ladri sono stati all’interno del locale sicuramente per diversi minuti dopodiché si sono dati alla fuga, correndo verso le siepi che si trovano vicino all’ex Crass.
Notati da alcuni residenti, probabilmente richiamati dal trambusto, è stato chiamato subito il 112 e sul posto sono accorse le Volanti della questura con i colleghi della polizia Scientifica.
Sembrerebbe che i malviventi abbiano agito utilizzando dei guanti in modo tale da non lasciare impronte e indossando felpe con il cappuccio per coprire in parte il volto.
Gli agenti, questa mattina, sono stati impegnati nell’effettuare tutti i rilievi di rito. Inoltre, sono stati prelevati i filmati ripresi dalle telecamere di videosorveglianza posizionate all’interno del bar, che avrebbero ripreso la scena fino a quando i cavi non sono stati strappati. Si lavora dunque su alcuni frame dove si vede almeno la figura del primo dei malviventi entrati, per risalire all’identità degli autori. Le indagini sono in corso.
(al. big.)
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