Stazione merci di Castelfidardo:
«Se è atteso lo stralcio del progetto perché
convocare la Conferenza dei Servizi?»

POLITICA – Se lo domandano gli esponenti di FdI Marco Cingolani, Marco Ausili e Gabriella Turchetti (Fare bene per Castelfidardo) che ribadiscono insieme al governo regionali di essere rimasti a fianco dei territori «con atteggiamento serio e senza speculazioni, lo stesso non si può dire della sinistra che invece ha cercato in tutti i modi di inquinare il dibattito, proponendo con scarsa conoscenza del problema anche soluzioni, come questa, che sarebbero state peggiorative»

Il comitato dei residetti che si oppone al progetto di nuova stazione merci di Castelfidardo con il consigliere regionale uscente Marco Ausili (primo a sinistra)

 

Il progetto della nuova stazione merci di Castelfidardo è stato presentato da Rfi alle istituzione il 24 dicembre 2024. «Parliamo di un’opera di fondamentale importanza, che interessa esclusivamente il trasporto merci su rotaia e che rende obbligatoria la sua realizzazione dal regolamento europeo del trasporto ferroviario. – Fin da subito, tutte le Istituzioni coinvolte hanno percepito la difficoltà di realizzare tale opera nella zona individuata da RFI, esprimendo tutti pareri fortemente negativi.- ricordano Marco Cingolani, capogruppo Fratelli d’Italia Castelfidardo, Marco Ausili, consigliere regionale uscente di Fratelli d’Italia, candidato al Consiglio regionale con la lista FdI Ancona, e Gabriella Turchetti, capogruppo Fare bene per Castelfidardo – In particolar modo, la Regione Marche ha prodotto osservazioni di forti criticità tali da non escludere impatti significativi dal punto di vista idrogeologico e la Soprintendenza ha chiesto che l’opera fosse sottoposta a Via, demandando al Ministero dell’Ambiente la pratica per sottoporla ad assoggettabilità. In questo lasso di tempo, erano in corso le procedure per la nomina del nuovo Commissario per l’Alta Velocità sulla Costa Adriatica, individuata dal Governo nella persona di Aldo Isi, attuale Amministratore delegato di Rfi. Dopo la nomina, il governatore Acquaroli e l’assessore Baldelli, a cui va il nostro grazie, come primo punto all’ordine del giorno hanno trattato la delocalizzazione della nuova stazione merci, come da mozione approvata dal Consiglio regionale delle Marche il 28 marzo scorso».

Gli esponenti di FdI mettono in evidenza che la mozione «dal chiaro indirizzo, che però non ha avuto il voto favorevole dei consiglieri di opposizione del Partito Democratico e del M5S: non accettavano il fatto che la Regione Marche fosse da sempre contraria all’opera. – rilevano – Siamo stati fin da subito vicini al Comitato residenti, come centrodestra fidardense, nonostante ci sia stata la volontà di tenerci lontani anche dopo il voto unanime in Consiglio comunale, e con il consigliere regionale Marco Ausili siamo stati a portare solidarietà alle persone interessate dall’opera. Ma non abbiamo portato solo solidarietà, bensì un impegno concreto alla delocalizzazione, manifestatosi con il voto in Consiglio regionale, con l’impegno dell’assessore Baldelli a trattare con Rfi e l’annuncio del presidente Acquaroli per la creazione di un tavolo con Rfi per lo spostamento. Di più, in cosi poco tempo, non si poteva certo fare, eppure dobbiamo evidenziare le isterie della sinistra e la volontà di tirare per la giacchetta il Comitato residenti: a leggere i loro comunicati stampa, in particolare quello di ieri con il candidato governatore Ricci, sembra quasi che domani debbano partire i lavori, ma la realtà è ben diversa e non certo per merito loro. Anche se siamo in campagna elettorale, ci vuole rispetto. Il governo Acquaroli e i consiglieri regionali di centrodestra sono a fianco dei territori con atteggiamento serio e senza speculazioni, lo stesso non si può dire della sinistra che invece ha cercato in tutti i modi di inquinare il dibattito, proponendo con scarsa conoscenza del problema anche soluzioni che sarebbero state peggiorative, come la convocazione della Conferenza dei Servizi. Ma se stiamo cercando lo stralcio del progetto, che senso ha convocare la Conferenza dei Servizi?» si domandano Marco Cingolani, Marco Ausili e Gabriella Turchetti.

 

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