Villa Beer, capolavoro nel degrado
tra finestre sfondate e oscurità (Video)

ANCONA - C'è anche una rete danneggiata dalla quale, dicono i frequentatori, entra chiunque e non certo per fare passeggiate
Una rete danneggiata dalla quale, dicono i frequentatori abituali, entra chiunque anche dopo l’orario di chiusura e non certo per fare passeggiate

Lo stato della storica villa

di Gino Bove

Un parco immerso nel buio a partire dal tardo pomeriggio, panchine avvolte dall’oscurità e intercettabili solo con la fioca luce della torcia di uno smartphone. Una rete danneggiata dalla quale, dicono i frequentatori abituali, entra chiunque anche dopo l’orario di chiusura e non certo per fare passeggiate. Le finestre di Villa Beer sfondate, così come la recinzione intorno al fabbricato. In pratica, quel che resta di un capolavoro di fine ‘700 accessibile a chiunque. Giochi per i bambini?

«Hanno installato un’altalena – spiega Chiara Cuccaroni, una delle persone più affezionate al parco e che in passato, per chiedere più decoro e servizi, ha minacciato anche di incatenarsi in loco – ma per il resto è tutto lasciato a se stesso. La sera qui è completamente buio. Ci sono ragazzi che entrano quando vogliono, la rete è rotta da mesi. È un peccato vedere un posto così ridotto in queste condizioni».

Come appare la villa quando cala il sole

Villa Beer, soprattutto nelle ore pomeridiane, continua ad essere frequentata da famiglie e anziani del quartiere. Giochi? Pochi, un paio di altalene e uno scivolo. Quando cala il sole cambia volto e i vialetti diventano difficilmente percorribili. I frequentatori parlano di episodi di vandalismo ripetuti, vetri infranti e recinzioni divelte che rendono l’area vulnerabile a intrusioni notturne.

E a far più male è lo stato dell’edificio storico. Villa Beer, nata come casa di campagna alla fine del Settecento e ampliata nell’Ottocento fino ad assumere l’aspetto attuale, oggi presenta finestre sfondate e segni evidenti di incuria. Un patrimonio architettonico che dovrebbe rappresentare un punto di riferimento culturale per il quartiere e che invece da troppi anni appare abbandonato. «Qui basterebbe poco – aggiunge Cuccaroni – più controlli, più luce, una manutenzione costante. Non chiediamo miracoli, ma rispetto per uno spazio che appartiene alla comunità».

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