«Uomini arroganti nel mio partito»
Assessore di FdI: «non mi ricandido»

SENIGALLIA - Cinzia Petetta: «La delusione più grande sta nel silenzio dei vertici, che sono stati sempre informati e spesso presenti a eventi molto sgradevoli nei miei confronti. Hanno assistito, ma non hanno mai preso posizione né espresso solidarietà. Questo silenzio ha pesato più di tante parole»

Cinzia Petetta assessore alle Pari Opportunità

di Sabrina Marinelli

Cinzia Petetta è assessore del Comune di Senigallia, con deleghe ai Servizi alla persona e alle Pari opportunità. Da tempo sopporta un clima pesante nel suo partito, Fratelli d’Italia, che ha messo in discussione la sua presenza alle amministrative di maggio. Non ci sarà, ormai è certo.

Assessore Cinzia Petetta, la sua scelta di non ricandidarsi è definitiva?
«Sì, lo è. La decisione è irrevocabile».
Come mai così drastica?
«Ringrazio il sindaco Olivetti e il coordinatore provinciale ed europarlamentare Carlo Ciccioli per l’appoggio, ma la verità è che non tollero l’arroganza. Alcuni uomini del mio partito non mi hanno trattata con rispetto».
Lei ha anche la delega alle Pari opportunità: è un’offesa per tutte le donne che rappresenta?
«Sì, ma non mi sento una vittima, sia chiaro. Sono solo stanca di provare a dialogare con chi non ha alcun interesse ad ascoltare».
Si è mai sentita di troppo nel suo partito?
«Certo, dal primo giorno in cui ho accettato l’incarico in Giunta. Ho sempre avuto la netta impressione che qualcuno volesse “farmi fuori” politicamente».
Il partito non l’ha mai sostenuta?
«Diciamo una parte, non alcuni uomini a livello locale. È stato un pensiero costante per tutto il mandato, come se non ci fosse fiducia nei miei confronti. Eppure, non ho mai chiesto nulla. È stato il sindaco a scegliermi e a credere in me, e a lui va la mia stima per la collaborazione di questi 5 anni».
Cosa l’è dispiaciuto di più?
«La delusione più grande sta nel silenzio dei vertici, che sono stati sempre informati e spesso presenti a eventi molto sgradevoli nei miei confronti. Hanno assistito, ma non hanno mai preso posizione né espresso solidarietà. Questo silenzio ha pesato più di tante parole». Dicono di lei che abbia un caratteraccio, è così?
«Avrò anche mille difetti, ma ciò che penso lo dico in faccia, mai alle spalle. Mi arrabbio quando vengo a sapere cosa succede nel mio partito da persone esterne perché non mi coinvolgono, o quando mi mettono in bocca frasi mai nemmeno pensate. Se avere dignità significa avere un “caratteraccio”, allora sì, lo rivendico».
Pentita di aver accettato l’incarico in Giunta?
«No, assolutamente. Ho messo tutta me stessa e il massimo impegno. Mi è costato anche economicamente: per svolgere l’incarico seriamente mi sono messa in aspettativa, perdendo parte dello stipendio e dei contributi. L’ho fatto volentieri, perché non si fa politica per guadagnare e ho svolto il mio incarico con passione e dedizione a disposizione di tutti i cittadini».
Concluderà il mandato?
«Certo, ho preso un impegno e lo onorerò fino all’ultimo giorno».
A maggio che succederà?
«Tornerò a fare l’infermiera: è il mio lavoro, che amo, e lo farò senza problemi».
Dall’inizio del mandato abbiamo assistito alle dimissioni dell’assessore al Bilancio Ilaria Bizzarri e della consigliera Silvia Tomassoni, entrambe di Fratelli d’Italia, ma ci sono stati nel partito anche addii: Marcello Liverani e Davide Da Ros. C’è un problema nel gruppo locale?
«Non discuto le scelte degli altri. Io resto nel partito, ma non ho più voglia di scontrarmi. Per questo mi faccio da parte. Per il sindaco ci sarò, ma la mia corsa elettorale finisce qui».
Olivetti, però, ha fatto un appello pubblico per chiedere al vicesindaco Pizzi, pure lui in quota Fratelli d’Italia, di ricandidarsi ma non ha speso una parola per lei. C’è rimasta male?
«Me l’ha spiegato. Non l’ha fatto perché finora avevo detto che al momento non mi sarei candidata e lui sperava in un ripensamento».
Ma non sarà così?
«No, proprio per tutto quello che è successo, non ci sono più le condizioni e ora ne sono più convinta che mai».

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