Ex Verrocchio, «gravi inadempienze
e ritardi nei lavori»: il Comune risolve
il contratto e presenta il conto all’impresa

ANCONA – La vicenda è finita in tribunale. Secondo l’Amministrazione comunale durante l’esecuzione dell’appalto per la realizzazione dell’autostazione non sarebbero stati messi a disposizione mezzi e manodopera adeguati. Prevista l’applicazione di penali, l'escussione delle garanzie fideiussorie e la richiesta di risarcimenti per danni, compreso il rischio di perdere finanziamenti pubblici per oltre 5,27 milioni di euro e i maggiori costi per completare l’opera con un nuovo affidamento

L’ex Verocchio

Mettendo la parola fine su un rapporto ormai compromesso, il comune di Ancona ha deciso di risolvere il contratto con l’impresa incaricata dei lavori per la realizzazione dell’autostazione nell’area dell’ex Fornace Verrocchio. La volontà di procedere, nell’aria da mesi, è stata formalizzata ieri 5 marzo, con una determina del dirigente dell’area Opere pubbliche, dopo la rilevazione del «grave inadempimento e grave ritardo nell’esecuzione dei lavori rispetto ai tempi contrattuali» da parte dell’impresa appaltatrice. L’Amministrazione ha anche presentato un conto salato che potrebbe ammontare a diversi milioni di euro. Prevede l’applicazione di penali fino al 10% dell’importo contrattuale, pari a circa 303.937 euro, oltre alla eventuale escussione delle garanzie fideiussorie e alla possibilità di richiedere ulteriori risarcimenti per i danni subiti, compreso il rischio di perdere finanziamenti pubblici per oltre 5,27 milioni di euro e i maggiori costi necessari per completare l’opera mediante un nuovo affidamento. Perché, nonostante lo stop al contratto, il Comune intende avviare al più presto nuove procedure per completare l’opera ed evitare così che resti incompiuta.

Il progetto di completamento dell’autostazione per il trasporto pubblico locale nell’area ex Verrocchio, inserito nel Programma nazionale di riqualificazione urbana delle periferie, è stato finanziato con fondi statali e regionali per un valore complessivo di circa 4,25 milioni di euro. E’ stato affidato nel 2020 per circa 2,7 milioni di euro più Iva ed i lavori sono partiti nel febbraio 2021. Nel corso dell’esecuzione sono state approvate diverse varianti progettuali con maggiorazione dei costi. Fin dall’inizio del cantiere si sono però registrati continui ritardi, attribuiti dal Comune all’appaltatore, che secondo la Direzione lavori non avrebbe messo a disposizione mezzi e manodopera adeguati. Ritardi documentati da 32 ordini di servizio e da numerosi solleciti del Responsabile unico del procedimento, come riporta il documento istruttorio allegato all’atto. Nonostante i richiami, l’opera non è stata ultimata entro il termine contrattuale fissato al 26 maggio 2023.

Il rendering progetto della nuova autostazione all’ex fornace Verrocchio elaborato dallo studio Sardellini per conto della giunta Mancinelli

Nel frattempo la ditta, a dicembre 2025, ha citato in giudizio il Comune di Ancona, a comparire in Tribunale di Ancona all’udienza del 15 aprile prossimo per ottenere l’accertamento dell’asserito inadempimento dell’ente stesso e chiedendo la risoluzione del contratto con risarcimento. Già prima della notifica dell’atto di citazione, il Comune aveva però avviato un’istruttoria interna per procedere alla risoluzione per grave inadempimento dell’appaltatore. Il procedimento di risoluzione è stato formalmente avviato con l’ordine di servizio il 31 dicembre 2025, che assegnava all’appaltatore un termine per adempiere alle prestazioni contrattuali. L’impresa ha comunicato di non voler eseguire le lavorazioni richieste e non si è presentata alla convocazione del 30 gennaio scorso. Il sopralluogo effettuato quel giorno – si legge nell’atto – ha accertato la mancata esecuzione delle lavorazioni ordinate e lo stato di abbandono e degrado del cantiere, che il direttore dei lavori ha contestato e che l’appaltatore non ha controdedotto nei termini previsti. Alla luce di queste irregolarità, l’Amministrazione comunale ha così proposto di procedere con «la oramai necessaria, azione di risoluzione contrattuale» per inadempienze con l’applicazione delle penali, «al fine di tutelare il preminente interesse pubblico al completamento dell’opera».

(Redazione CA)

 

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