“E se dovesse capitare a te?”:
il caos di coppia diventa spettacolo

OSIMO – Una coppia agli opposti tra ironia, gelosie e colpi di scena. Dal 19 al 22 e dal 27 al 29 marzo, attori, danza e musica sul palco

Il regista Massimo Russo

Un copione nato quasi per caso, tra intuizioni e incontri destinati a lasciare il segno. È la storia che accompagna “E se dovesse capitare a Te?”, raccontata dall’autore Massimo Russo, che riporta indietro al 1986, quando quel testo prese forma insieme alla musica, elemento fondamentale della messa in scena. Un percorso iniziato con la collaborazione della C.a.m., storica realtà editoriale musicale legata anche a successi come Rugantino. Un inizio che profuma di sogno e che passa anche da incontri decisivi.

Al centro della commedia c’è il rapporto tanto improbabile quanto esplosivo tra il giornalista sportivo e tifoso romanista Massimo Picardi e la sociologa impegnata nel sociale Gabriella Melofreni. Due visioni opposte che si scontrano e si intrecciano in una dinamica fatta di ironia, gelosie e continui ribaltamenti. A osservare e commentare la vicenda, un «improbabile coro greco» che accompagna i protagonisti lungo una storia che prende forma durante una cena tra amici e si complica sempre di più. Una trama che diverte ma che, sotto la superficie, racconta fragilità, incomprensioni e contraddizioni della vita di coppia. Sul palco, al Teatro La Nuova Fenice, dal 19 al 22 e dal 27 al 29 marzo, la storia prende vita con Massimo Russo, Giuliana Ascani (anche costumi e scenografie) Alessandra Petinari, Gennaro Severino, Alessandro Sordoni, Cristina Caggiano, Paolo Brugiati, Orietta De Grandis, Barbara Dimartino ed Emma Barca (curatrice anche delle coreografie). La direzione di scena è di Daniela Manzotti, mentre disegno suono e luci porta la firma di Simone Mondati. Sartoria curata dalle Sorelle Ferroni di Roma. Un lavoro corale che amplifica ritmo e coinvolgimento.

Tra questi, quello con Andrea Ridolfi, allora giovane tecnico del suono, oggi direttore d’orchestra e autore di colonne sonore. Fu lui a proporre musiche che colpirono subito l’autore per coerenza e sensibilità. «Rispettavano fedelmente lo spirito e le atmosfere», ricorda Massimo Russo, sottolineando come dietro quel contributo si nascondesse già un talento destinato a emergere.

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