
L’applauso in Comune
Nonostante l’euforia e la giornata, non ancora conclusa, che ha visto la proclamazione del capoluogo marchigiano come Città Capitale Italiana della Cultura 2028, per Ancona è già tempo di riflessione e progettualità.
La conferenza stampa tenutasi oggi pomeriggio in Comune non è stata infatti solo una celebrazione del titolo acquisito, ma il primo passo operativo di un percorso che trasformerà la città, tra due anni, nel baricentro culturale del Paese.
Un visibilmente entusiasta Daniele Silvetti, sindaco di Ancona, ha aperto l’incontro definendo la giornata «intensa, forte ed eccitante. Ancona – ha detto – ha dimostrato che se è veramente unita può essere capace di cose importanti». Il primo cittadino ha sottolineato come la candidatura sia nata dal basso e dalla condivisione con il territorio. Silvetti ha inoltre dato lettura di un messaggio inviato dalla Senatrice a vita Liliana Segre, che ha definito il riconoscimento «meritato e necessario per una capitale globale della cultura», ricordando il suo legame sentimentale con la città.
Il presidente della Regione, Francesco Acquaroli, ha evidenziato la continuità di eccellenza dopo Pesaro 2024. «Ancona e le Marche – ha sottolineato – sono di nuovo sul tetto d’Italia. E’ un’opportunità che porterà attrattività non solo per i turisti, ma anche per gli investimenti».
A dare un significato profondo alla vittoria è stato anche il Commissario straordinario al sisma, Guido Castelli, che ha parlato di un «giorno di grande giustizia. La cultura – ha aggiunto – è lo strumento più potente di riparazione sociale che abbiamo», vedendo in Ancona 2028 un faro di speranza per tutto l’Appennino centrale in fase di ricostruzione.
Il successo del titolo conquistato poggia su una rete solida di partner. Vincenzo Garofalo, presidente dell’Autorità Portuale, ha ricordato che il porto è «l’anima stessa di Ancona, la sua porta sul mondo». Una visione condivisa dal Rettore della Politecnica delle Marche, Enrico Quagliarini, che ha messo a disposizione le competenze dell’Ateneo: «Il sapere non è un’entità isolata, ma il motore pulsante della crescita sociale».
Per Daniele Carnevali, appena riconfermato presidente della Provincia, che ha garantito il coinvolgimento dell’hinterland e della Riviera del Conero: «E’ un risultato che inorgoglisce tutta la provincia di Ancona».
L’assessore alla Cultura Marta Paraventi, coordinatrice del dossier, ha descritto il progetto come «un viaggio dentro l’identità di Ancona e delle Marche», capace di trasformare le fragilità in punti di forza. Un concetto ripreso dall’Arcivescovo Angelo Spina, che ha invitato a vedere la cultura come ciò che «coltiva l’umano» e la città come un «ponte di pace e fraternità».
Nonostante il clima di festa, la consapevolezza della sfida futura è chiara. Come concluso dal sindaco Silvetti, ora attendono la città «due anni di lavoro sodo per dimostrare per davvero di essere all’altezza di questo traguardo». Ancona è pronta a prendersi la scena quindi il saluto: «Buona Capitale della Cultura».
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