Ieri pomeriggio Falconara ha vissuto un momento di intensa commozione e spirito di comunità in occasione della cerimonia di deposizione delle spoglie mortali di monsignor Bernardo Baldoni nella chiesa della Beata Vergine Maria del Rosario.
La celebrazione, presieduta dall’arcivescovo di Ancona-Osimo monsignor Angelo Spina e organizzata da don Carlo Carbonetti, ha visto la presenza delle autorità civili e religiose, dei familiari del sacerdote e di numerosi cittadini, uniti nel ricordo di una figura che ha segnato in modo indelebile la storia religiosa e sociale della città. Hanno partecipato anche alcuni ex parroci del Rosario, da don Vincenzo Baiocco che aveva preso il posto di don Baldoni a don Giovanni Varagona.
La cerimonia si è aperta con la benedizione di una targa posta all’ingresso principale che recita: ‘Da oggi 21 marzo 2026 le spoglie di don Bernardo sono tornate nella sua amata chiesa: le ceneri saranno conservate dietro l’altare maggiore. Il santuario della Beata Vergine Maria del Rosario è la realizzazione di un sogno, portato avanti con coraggio, fede, l’aiuto della sua famiglia e di tanti parrocchiani. “Crebbe in me la preoccupazione di dare a Falconara una chiesa parrocchiale decente in modo che i falconaresi ne fossero orgogliosi”‘.
Nel corso dell’omelia, l’arcivescovo ha richiamato il valore della testimonianza pastorale di don Baldoni e il legame profondo costruito con la comunità.
«Questo sacerdote ha sognato nel suo tempo cose grandi – ha affermato monsignor Spina – perché chi sogna con Dio fa cose grandi». L’arcivescovo si è soffermato sul grande mosaico dietro l’altare, che ritrae al centro San Paolo VI, attorniato da religiosi e sullo sfondo lo stesso monsignor Bernardo.
Nel suo intervento, la sindaca Stefania Signorini ha evidenziato come la deposizione rappresenti “il compimento di un legame mai interrotto” tra don Baldoni e Falconara, ricordando il sacerdote non solo come guida spirituale, ma come punto di riferimento per intere generazioni.
«Falconara non dimentica e oggi accoglie nuovamente uno dei suoi protagonisti più importanti», ha dichiarato Signorini, sottolineando il valore della chiesa del Rosario, nata grazie alla visione e alla determinazione di don Baldoni e divenuta nel tempo centro della vita religiosa, sociale e culturale della città. Signorini ha inoltre ringraziato i familiari per aver promosso la traslazione, subito sostenuta dall’amministrazione comunale, e l’Arcidiocesi per la collaborazione istituzionale. Particolarmente toccante l’intervento della nipote Cristina Mammoli, che insieme ai fratelli Leonardo, Fiorella e alla sorella Floriana, scomparsa recentemente, ha promosso il percorso che ha portato alla traslazione delle ceneri dello zio. Mammoli ha sottolineato il valore simbolico del ritorno di don Baldoni nella “sua” chiesa, da lui amata, servita e costruita: «Oggi il sogno di don Bernardo trova compimento: torna nella sua casa, tra la sua gente». Ha quindi espresso gratitudine alle istituzioni, all’Arcidiocesi e a tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile questo momento, ricordando anche il forte legame tra il sacerdote, la parrocchia e la sua famiglia.
In conclusione ha preso la parola un parrocchiano che sin da bambino è stato al fianco di monsignor Baldoni e ne ha ricordato l’energia lo spirito, la presenza costante per la comunità. La cerimonia ha così sancito il ritorno di monsignor Baldoni nel luogo che aveva sognato e realizzato insieme alla sua comunità, restituendo alla città una presenza simbolica ancora viva nella memoria collettiva. Falconara ha reso omaggio a uno dei suoi protagonisti più significativi, riaffermando i valori di appartenenza, memoria e comunità che il sacerdote ha saputo incarnare e trasmettere nel corso della sua vita.
La città riabbraccia Don Baldoni: le spoglie del parroco tornano nella “sua” chiesa del Rosario
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