
Simone Gresti (Foto: Chi l’ha visto?)
Si è chiuso oggi davanti al Tribunale di Ancona il processo di primo grado a carico di Simone Gresti, l’uomo finito al centro delle indagini dopo la tragica scomparsa della fidanzata 27enne, Andreea Rabciuc.
Il giudice Alberto Pallucchini, al termine del rito abbreviato, ha condannato il 47enne di Moie a 4 anni e 6 mesi di reclusione.
La sentenza ha stabilito la colpevolezza dell’imputato per i reati di maltrattamenti nei confronti della ragazza e per spaccio di sostanze stupefacenti. E’ stata invece pronunciata l’assoluzione “perché il fatto non sussiste” dall’accusa di istigazione al suicidio.
La tragedia ebbe inizio il 12 marzo 2022 nelle campagne di Montecarotto, dopo una serata trascorsa in un casolare con Gresti e altri due amici. Andreea fece perdere le proprie tracce per quasi 2 anni, fino al tragico ritrovamento dei suoi resti in un edificio abbandonato a poca distanza dal luogo della scomparsa. Le perizie avevano successivamente accertato che la giovane si era tolta la vita.
Nonostante la Procura avesse richiesto una condanna a 7 anni per tutti i capi d’imputazione, il giudice ha accolto solo parzialmente l’impianto accusatorio, escludendo il nesso tra la condotta di Gresti e l’estremo gesto della giovane. In aula erano presenti sia l’imputato, assistito dai legali Emanuele Giuliani e Gianni Marasca, sia la madre di Andreea, con l’avvocato Rino Bartera, costituitasi parte civile.
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