Sorpreso con la droga, si difende:
«L’ho tolta alla mia compagna,
stava esagerando»

SENIGALLIA - Arrestato dalla polizia per spaccio un 41enne albanese. Gli agenti del Commissariato sono intervenuti nel cuore della notte chiamati dai vicini. Avevano sentito le urla. La lite nata nell'appartamento è proseguita nell'area dei garage. Sequestrati anche tre coltelli

La polizia in via Pierelli

di Sabrina Marinelli

Un 41enne di origini albanesi è finito in manette nel cuore della notte, tra domenica e lunedì, in via Pierelli nel quartiere residenziale del Vivere Verde.

Sarebbe stata, a suo dire, una missione di salvataggio finita, però, in manette. Secondo la versione fornita dall’uomo e dal suo legale, l’avvocato Giuseppe Antonio Cutrona, quella che la polizia ha ritenuto fosse un’attività di spaccio, confermata dal giudice con la convalida dell’arresto, sarebbe stato in realtà un disperato tentativo evitare che la situazione degenerasse.

L’uomo sostiene infatti di aver sottratto con la forza i cinque grammi, tra cocaina e crack, alla compagna. Ciò avrebbe scatenato il litigio, culminato in un inseguimento dall’appartamento ai garage del condominio, dove la volante del Commissariato ha intercettato la coppia intorno alle tre del mattino. Chiamata dai residenti svegliati dalle urla.

La droga era nascosta in un pacchetto di sigarette che gli agenti gli hanno trovato addosso. Nel vano della bicicletta elettrica invece, hanno rinvenuto tre coltelli da lancio con lame da 30 centimetri. Un arsenale che l’uomo ha giustificato come un semplice passatempo: uno svago condiviso con amici nei boschi dove era solito lanciarli contro gli alberi. Gli inquirenti, invece, gli hanno contestato anche il porto abusivo di armi.

La perquisizione è proseguita nell’abitazione dell’uomo a Cesano dove la polizia ha rinvenuto un bilancino e delle confezioni vuote. La prova dell’attività di spaccio.

Essendo un tossicodipendente, secondo l’avvocato, era solito pesare le dosi che acquistava e il resto erano solo gli involucri vuoti di precedenti consumazioni.

Il giudice oggi ha convalidato l’arresto e disposto l’obbligo di firma tre volte a settimana. Resta, però, il nodo della cittadinanza. Lo straniero, attualmente irregolare, rischia l’espulsione dall’Italia. Una procedura che la difesa cercherà di bloccare facendo leva sui legami familiari, in particolare sulla presenza di un figlio.

Ha inoltre chiesto le analisi di laboratorio per confermare se la sostanza sequestrata sia effettivamente crack. «Il mio cliente è un consumatore, già segnalato in passato come assuntore – riferisce l’avvocato Giuseppe Antonio Cutrona – ma non ha precedenti per spaccio. La droga sequestrata era della compagna o presunta tale. Gliel’aveva sottratta per evitare che ne consumasse ancora. La situazione era fuori controllo. A suo dire, infatti, aveva esagerato. E’ stato questo il motivo della lite, perché lei voleva riprendersela. Ha collaborato riferendo ciò che sapeva – conclude riferendosi all’arrestato -. La sostanza l’aveva acquistata la donna a Marotta ma non sapeva dove di preciso».

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