Università Politecnica delle Marche,
ricerca ai vertici internazionali:
la crescita dei giovani studiosi

ANCONA - Per l'ateneo il bilancio è particolarmente positivo: 1.701 prodotti scientifici presentati, 7 casi studio e 79 progetti internazionali, con tutti gli indicatori qualitativi e quantitativi superiori alla media nazionale

Giovani ricercatrici

La qualità della ricerca, la crescita dei giovani studiosi e la capacità di competere a livello internazionale confermano il posizionamento dell’Università Politecnica delle Marche tra gli atenei più solidi nel panorama nazionale. A certificarlo sono i risultati preliminari della quarta Valutazione della qualità della ricerca (Vqr) 2020-2024 elaborata da Anvur, che fotografa un sistema accademico in forte evoluzione e sempre più orientato alla competitività internazionale. Nel complesso sono stati analizzati quasi 200 mila prodotti scientifici e oltre 76 mila ricercatori di 132 istituzioni, tra università ed enti di ricerca.

Per l’Università Politecnica delle Marche il bilancio è particolarmente positivo: 1.701 prodotti scientifici presentati, 7 casi studio e 79 progetti internazionali, con tutti gli indicatori qualitativi e quantitativi superiori alla media nazionale. Un dato che rafforza la posizione dell’ateneo nel sistema universitario italiano e ne consolida il ruolo di riferimento a livello regionale. In crescita anche l’indicatore Iras1_2, legato alla produzione scientifica complessiva, che segna un +8% rispetto alla precedente Vqr 2015-2019.

Tra i risultati più rilevanti emerge il dato sui giovani ricercatori: per i dottori di ricerca formati tra il 2017 e il 2023 l’indicatore Iras3 quasi raddoppia, con un avanzamento dal 42° al 20° posto nella graduatoria nazionale. Un salto che riflette le politiche dell’ateneo orientate alla qualità della formazione dottorale, al rafforzamento delle competenze trasversali e all’internazionalizzazione dei percorsi.

Particolarmente significativa anche la performance nella capacità di attrarre finanziamenti competitivi internazionali, ambito introdotto per la prima volta nella valutazione. L’ateneo si colloca all’8° posto su 61 università per qualità dei progetti e al 17° per volume e qualità complessiva dei fondi ottenuti. Un risultato legato al potenziamento dei servizi di progettazione europea e all’attivazione di un presidio stabile a Bruxelles, strategia che ha rafforzato la partecipazione ai programmi comunitari.

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