di Gino Bove
Il nodo infrastrutturale delle Marche torna al centro del dibattito con le scadenze estive ormai alle porte e un piano autostradale che deve sciogliere l’imbuto del tratto meridionale.
L’assessore regionale alle infrastrutture Francesco Baldelli non usa mezzi termini per descrivere la situazione della A14, definendo una «vergogna» i cantieri che attanagliano il sud, conseguenza di «scelte sbagliate di politici locali del passato» che bloccarono lo sviluppo della terza corsia. Sull’ipotesi di una futura quarta corsia verso nord, l’esponente della giunta frena per riportare il focus sulla vera emergenza: «Adesso accontentiamoci della terza corsia nel sud della regione dove abbiamo un imbuto». La priorità assoluta resta dunque il progetto che da Porto Sant’Elpidio arrivi fino a San Benedetto del Tronto, superando finalmente quei «maledetti nodi» territoriali. Sebbene i tempi di realizzazione si preannuncino lunghi, almeno sette anni, la sicurezza immediata passerà per la gestione dell’esodo estivo: «C’è già un accordo grazie alle pressioni fatte al ministero», conferma Baldelli, parlando della sospensione dei lavori nei periodi festivi.
Non solo gomma, ma anche ferro, con lo sguardo rivolto al collegamento trasversale verso la Capitale che sembra aver imboccato una corsia preferenziale. I lavori portati avanti da Rfi sulla tratta Ancona-Roma stanno procedendo con una velocità superiore alle aspettative, tanto che nelle prossime ore verrà abbattuto l’ultimo diaframma di una delle nuove gallerie realizzate in tempi record. «Ridurremo il tragitto dai 40 ai 50 minuti e avremo con il doppio binario una rete ferroviaria molto efficiente», assicura l’assessore, sottolineando come l’opera renderà finalmente efficace il corridoio tra Adriatico e Tirreno. L’obiettivo è superare l’isolamento e le lentezze dell’Unione Europea nella creazione di corridoi transmediterranei, fondamentali anche per rispondere alle instabilità geopolitiche attuali che rendono necessari collegamenti logistici rapidi tra le due coste.
Sul fronte del trasporto pubblico locale, la sfida resta quella delle risorse in una regione storicamente sottofinanziata dai fondi nazionali rispetto alla media italiana. Baldelli evidenzia come le Marche ricevano circa la metà della ripartizione rispetto ad altri territori, una misura a cui la giunta ha risposto con uno sforzo di bilancio autonomo da oltre 7 milioni di euro. Questo incremento strutturale servirà ad adeguare i corrispettivi chilometrici in vista della nuova gara di settembre che assegnerà i bacini regionali. L’intervento si rifletterà positivamente anche sul capoluogo dorico con circa un milione e mezzo di euro in più, garantendo una boccata d’ossigeno a Conerobus e a tutto il sistema della gomma.
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