Silvetti e i “non Ciriachini”:
«Per Foresi qualcosa di duraturo»,
«Severini? Rispettabile, ma non unisce»

ANCONA - Esclusioni che alimentano il confronto tra memoria, criteri di assegnazione e identità locale. Il primo cittadino interviene sulle scelte e rilancia possibili iniziative future legate al ricordo dell'ex assessore

La cerimonia sul palco. In alto, Silvia Severini e Stefano Foresi

di Gino Bove

Ciriachini “mancati” che hanno acceso il dibattito, ma anche aperto a nuovi scenari: il caso Foresi-Severini è entrato da giorni nelle polemiche cittadine. A margine della consegna delle benemerenze, il sindaco Daniele Silvetti ha affrontato direttamente entrambe le questioni.

Sul caso di Stefano Foresi, storico assessore deceduto la scorsa estate e al centro di molte richieste di riconoscimento: «Avrebbe meritato un Ciriachino ogni anno», ha spiegato il primo cittadino, lasciando intendere che il percorso per valorizzarne la memoria è tutt’altro che fermo. «Abbiamo in mente qualcosa di speciale e particolare, a cui stiamo lavorando, per valorizzare l’uomo», ha aggiunto, parlando di un’iniziativa che potrebbe andare oltre la semplice benemerenza.

Più netta la posizione sulla candidatura di Silvia Severini, sostenuta da una parte della comunità. «La sua candidatura è stata promossa in modo comprensibile, ma abbiamo ritenuto più giusto conferire la benemerenza a figure che uniscano e che abbiano un riferimento diretto con la città, al di là della rispettabile iniziativa», ha chiarito il primo cittadino.

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