La storia della cantieristica italiana
in un libro della fondazione Fincantieri:
«Cantiere e porto centrali per Ancona»

IL SINDACO Daniele Silvetti lo ha sottolineato stamattina durante l’incontro pubblico alla Facoltà di Economia ‘Giorgio Fuà’

La Fincantieri di Ancona

È stato presentato ufficialmente ad Ancona il primo volume della collana storica promossa dalla Fondazione Fincantieri “Storia della cantieristica italiana nell’età contemporanea – Dall’Unità all’età giolittiana (1861-1913)”, un ambizioso progetto quinquennale curato dal professor Roberto Giulianelli e pubblicato da Laterza.  L’evento, ospitato dall’Università Politecnica delle Marche, ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, mondo accademico e industria, avviando un dialogo sui temi della storia industriale e del contributo della cantieristica allo sviluppo nazionale.  All’evento sono intervenuti il Sindaco di Ancona Daniele Silvetti, il Preside della Facoltà di Economia “Giorgio Fuà” Antonio Di Stasi, la Delegata del Rettore alla Comunità Universitaria e Valori Condivisi Maria Serena Chiucchi, il Consigliere regionale della Regione Marche delegato del Presidente Francesco Acquaroli, Andrea Putzu, il Professore di Storia Economica presso l’Università Politecnica delle Marche Roberto Giulianelli, la Professoressa di Storia economica presso l’Università Ca’ Foscari Venezia, Valentina Fava. Per Fincantieri, Pierroberto Folgiero, Amministratore Delegato e Direttore Generale e Fausto Recchia, Presidente della Fondazione Fincantieri.

I protagonisti della presentazione del libro sulla Storia della cantieristica in Italia

«Rafforzare il dialogo tra industria e mondo accademico significa investire nella capacità del Paese di comprendere le proprie trasformazioni e di governare quelle future – commenta in una nota Pierroberto Folgiero, ad e dg di Fincantieri. In questa prospettiva, la valorizzazione della memoria industriale rappresenta un elemento fondamentale per costruire consapevolezza, visione strategica e capacità di innovazione. La storia della cantieristica italiana non è soltanto memoria del passato, ma uno strumento per leggere l’evoluzione economica, tecnologica e sociale del Paese e per accompagnarne le sfide future. Ancona e le Marche rappresentano per noi un territorio strategico, dove investimenti industriali, innovazione, formazione e sostenibilità si intrecciano con il valore delle competenze e con il rapporto quotidiano con la comunità locale. Iniziative come questa contribuiscono a rafforzare il legame tra impresa e territorio, coinvolgendo le nuove generazioni e promuovendo una cultura industriale condivisa, aperta al dialogo».

Il rettore dell’Università Politecnica delle Marche Enrico Quagliarini aggiunge che «l’Università Politecnica delle Marche è da sempre impegnata a promuovere una conoscenza critica dei processi storici ed economici che hanno contribuito alla crescita del Paese. La presentazione del volume rappresenta un’importante occasione di riflessione su un settore strategico come la cantieristica navale e conferma il valore del dialogo tra mondo accademico e realtà produttive di eccellenza, nella convinzione che lo studio della storia economica sia uno strumento fondamentale per comprendere le trasformazioni del presente e orientare le scelte future». In questo contesto, Ancona si conferma un punto di riferimento strategico per il Gruppo, dove la presenza produttiva si integra con il territorio, contribuendo a rafforzare un ecosistema capace di valorizzare competenze, ricerca e sviluppo. Il cantiere di Ancona, per dimensioni, capacità e specializzazione, contribuisce in modo significativo ai programmi industriali di Fincantieri: dal 2009 sono state consegnate oltre 20 navi, grazie all’impegno di circa 3.700 lavoratori, con un carico di lavoro che assicura visibilità produttiva pluriennale. Il sito è oggi protagonista di un percorso evolutivo orientato all’innovazione e alla sostenibilità, come testimonia la realizzazione della prima nave da crociera al mondo alimentata a idrogeno, progettata per operare a emissioni zero e ampliare le possibilità di navigazione in contesti ambientali sensibili.

Daniele Silvetti

«La storia di Fincantieri, per Ancona, non è una vicenda distante. È memoria viva. È storia di famiglie, di generazioni di lavoratori, di competenze tramandate, di fatica, di orgoglio professionale. È anche storia di trasformazioni profonde: dalle stagioni della navalmeccanica tradizionale alla cantieristica contemporanea, dalla produzione industriale alla sfida dell’innovazione, della sostenibilità, delle nuove tecnologie. – ha esordito il sindaco Silvetti nel suo intervento – Oggi Ancona continua ad avere un ruolo strategico in questo sistema. Il cantiere Fincantieri è uno dei luoghi in cui il futuro della cantieristica europea si misura concretamente: digitalizzazione, innovazione di prodotto e di processo, sostenibilità ambientale, filiera, nuove competenze. Il recente varo della Viking Libra, nave da crociera alimentata a idrogeno, dimostra che questa città non custodisce soltanto una grande memoria industriale, ma partecipa ancora oggi alla costruzione del futuro. E accanto al cantiere c’è il porto, che resta una delle infrastrutture fondamentali non solo di Ancona, ma delle Marche e dell’intero medio Adriatico. Un porto che è economia, logistica, turismo, relazioni internazionali. Un porto che non deve essere percepito come margine della città, ma come una delle sue centralità strategiche».

Pierroberto Folgiero

In questa prospettiva, secondo Silvetti, il libro presentato oggi «ha anche un valore culturale molto importante. Perché ci ricorda che la cultura non è soltanto patrimonio artistico, monumentale o museale. Cultura è anche storia del lavoro. Cultura è industria. Cultura è memoria produttiva. Cultura è capacità di leggere i processi economici che hanno formato una comunità. Questo è un punto centrale anche per Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028. La Capitale della Cultura non deve essere soltanto una sequenza di eventi, ma un’occasione per ricomporre l’identità profonda della città: la città storica, la città del mare, la città del lavoro, la città della conoscenza, la città dell’innovazione. Per questo considero particolarmente significativo che questa presentazione avvenga all’interno della Facoltà di Economia “Giorgio Fuà”, luogo di studio, ricerca e formazione. Il rapporto tra Università, impresa, istituzioni e territorio è decisivo. Se vogliamo che Ancona cresca, dobbiamo rafforzare proprio questa alleanza: conoscenza, produzione, cultura, amministrazione pubblica e comunità cittadina» ha concluso Daniele Silvetti.

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