Nel ristorante Al Crocicchio
l’inclusione è servita.
Si mangia e non solo
di Sabrina Marinelli
L’inclusione è servita Al Crocicchio. Nel ristorante del SenBhotel persone con e senza disabilità lavorano fianco a fianco.
L’idea è nata da Ivan Pieroni, titolare insieme alla moglie Tania del ristorante La Baldigara in centro storico, realtà indipendente dal progetto a cui lavorano attivamente gli altri soci dell’impresa sociale: Laura Patonico responsabile del laboratorio, Mirko Pieroni alla guida della ristorazione, Arianna Solfanelli responsabile social e Felix storica voce di Radio Velluto che cura eventi e comunicazione.
Per trasformare il sogno in realtà hanno trovato la sensibilità di Danilo Cecconi, titolare del quattro stelle di viale Bonopera. L’albergo ha tre sale da pranzo: una ospita Al Crocicchio.
«Nasce dalle persone – spiegano i promotori -. Dalle idee, dagli incontri, dalla voglia di stare insieme e creare qualcosa di bello per tutti. Noi siamo solo quelli che hanno acceso la scintilla. Questo progetto vuole essere uno spazio aperto, vivo, condiviso. Un posto dove chiunque possa sentirsi accolto, proporre un’idea, organizzare un evento, creare connessioni, sentirsi parte di qualcosa. Al Crocicchio vuole essere comunità. Inclusione vera. Un luogo dove nessuno resta fuori. E forse la cosa più bella è proprio questa: che il sogno può diventare di tutti».
Non è semplicemente un ristorante dove lavorano anche persone con disabilità, ma uno spazio dove chiunque può partecipare ai laboratori, attivi quando si spengono le luci della cucina, può organizzare feste ed eventi come già sta accadendo. Tutti indistintamente con o senza disabilità. Questa è la vera inclusione dell’attività inaugurata nei giorni scorsi. Il fatto poi di non isolare chi ha una delle fragilità ma renderlo partecipe di un team, che non conosce barriere, è un valore aggiunto.
«Al Crocicchio i ragazzi mettono impegno, passione e voglia di imparare ogni giorno, diventando parte di una squadra e di una comunità che cresce insieme – proseguono -. Per noi inclusione significa questo: dare spazio alle persone, valorizzarle e farle sentire importanti. E vedere questi sorrisi ci ricorda perché tutto questo vale davvero. Chi sceglie di sedersi ai nostri tavoli non viene solo per gustare un piatto preparato con cura, ma anche per sostenere un progetto fatto di inclusione, crescita e opportunità. Nel nostro locale lavorano ragazzi con disabilità che, attraverso questo percorso, possono esprimere le proprie capacità, acquisire autonomia e sentirsi parte attiva della comunità. Ogni servizio, ogni sorriso e ogni piatto racconta il loro impegno quotidiano e la voglia di costruire il proprio futuro. Venire a pranzo qui significa condividere un’esperienza autentica: buon cibo, accoglienza e un aiuto concreto a un progetto sociale che mette al centro le persone. Perché l’inclusione passa anche dalle cose semplici, come stare insieme attorno a una tavola».
Molte realtà del territorio stanno collaborando al progetto. Gli studenti dell’alberghiero Panzini sono impegnati nell’alternanza scuola-lavoro e i ragazzi della cooperativa H-Muta in tirocini di inclusione sociale, con un percorso avviato per entrare nel mondo del lavoro. Iniziano qui un’esperienza di vita professionale. Tra i sostenitori ci sono anche la Fondazione Rossi Balducci e l’assicurazione Generali.
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