Omicidio nel garage a Loreto,
chiuse le indagini:
per la Procura fu omicidio volontario

IN AULA - L'autopsia rivela che il 45enne Ettore Alessandro Sorrentino fu ucciso 3 giorni prima del ritrovamento con una mazzetta da muratore. Unico indagato il 38enne Matteo Borrelli

Matteo Borrelli (Foto: Giusy Marinelli)

La Procura di Ancona ha dichiarato concluse le indagini preliminari sulla morte di Ettore Alessandro Sorrentino, il 45enne di Castelfidardo il cui cadavere venne scoperto il 19 settembre dello scorso anno all’interno di un garage in via Altotting, a Loreto.
Con questo atto, la magistratura dorica si appresta a chiedere il rinvio a giudizio per omicidio volontario nei confronti di Matteo Borrelli, 38enne originario di Erba ma residente nello stesso condominiop in cui è avvenuto il delitto. L’uomo, difeso dall’avvocata Maila Catani, si trova attualmente a Montacuto.
Insieme all’avviso di chiusura delle indagini sono stati depositati i risultati dell’esame autoptico effettuato dai medici legali Loredana Buscemi ed Eva Montanari. I periti sono riusciti a circoscrivere con precisione il momento del decesso, collocandolo tra la sera di lunedì 15 e la giornata di martedì 16 settembre, dunque circa 3 giorni prima che venisse tirtovato il corpo.

Sorrentino, che si era allontanato da casa proprio la notte del 15 settembre a bordo di una Renault Clio presa a noleggio con i documenti della madre, sarebbe stato aggredito direttamente nel garage, di proprietà della fidanzata di Borrelli. Quest’ultima è però risultata del tutto estranea alla vicenda e mai iscritta nel registro degli indagati.
L’assassino si è accanito sulla vittima colpendola ripetutamente al capo con una mazzetta da muratore. L’attrezzo edile, che presentava evidenti tracce ematiche riconducibili al 45enne, è stato rinvenuto dai militari dell’Arma a poca distanza dal cadavere. Ulteriori riscontri erano emersi anche dall’auto usata dalla vittima, ritrovata successivamente a Castelfidardo con una macchia di sangue sul volante.
Allo stato attuale, la Procura non ha contestato aggravanti formali a carico del 38enne. Rimangono invece dei margini di incertezza sul reale movente che ha scatenato la furia omicida, anche se la pista investigativa considerata più solida porta dritta al mondo degli stupefacenti, in particolare a un presunto debito di droga mai saldato da Sorrentino.

I carabinieri del Sis sul posto

Dal canto suo, Borrelli ha sempre respinto le accuse. Durante l’udienza di convalida del fermo successiva al suo arresto, l’indagato aveva ammesso di frequentare e conoscere la vittima, ma aveva negato fermamente ogni responsabilità nel delitto.
Le spiegazioni fornite in quell’occasione per giustificare i suoi spostamenti e i contatti con il 45enne non hanno però convinto gli inquirenti che le hanno giudicate fin da subito lacunose e contraddittorie, decidendo così di procedere nei suoi confronti.

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