Osimo celebra le Madri Costituenti:
donne e democrazia a confronto

Ieri sera in un Ridotto del teatro La Nuova Fenice di Osimo pieno in ogni ordine di posto, su iniziativa della Presidenza del Consiglio Comunale di Osimo, nell’ambito degli incontri ‘Verso gli 80anni della Repubblica’, è stato reso omaggio agli 80 anni della Repubblica e del voto alle donne con una trattazione scientifica del ‘Ruolo delle donne nel percorso democratico’. Un’analisi legata alla realtà dei fatti, ai testi costituzionali e storici, che ha dato uno spaccato concreto e completo di quanto le donne abbiano contribuito alla costruzione della nostra Repubblica sin dalla legge fondamentale che è la Costituzione. Ma non solo, si è cercato di comprendere anche lo stato delle cose ad oggi e come le indicazioni delle Madri Costituenti abbiano influenzato il ruolo sociale della donna e a che punto siamo.
In apertura, la sindaca Michela Glorio ha ricordato l’importanza storica del referendum del 2 giugno 1946, momento in cui tre milioni di donne parteciparono al voto per scegliere tra monarchia e repubblica. L’amministrazione ha ribadito il proprio impegno nel garantire le pari opportunità, con l’istituzione dell’apposito assessorato affidato all’assessora. Tirroni e il ruolo della Consulta Donne-Pari Opportunita, come luogo incubatore di idee. Anche la Fondazione Nilde Iotti, rappresentata da Meri Marziali, ha sottolineato la necessita, di diffondere una, cultura. di genere che permetta alle donne una presenza. paritaria in ogni livello della societa.
Momento centrale della serata è stata la trattazione curata dalla. professoressa Marta Cerioni, docente associata di Diritto Costituzionale e Pubblico presso Unimc, moderata. dalla presidente del Consiglio comunale Eliana Flamini, entrambe accompagnate dalla lettura degli Atti dell’Assemblea Costituente affidati agli appassionati giovani studenti universitari, Teresa Lanari e Giacomo Krueger. Due i momenti fondamentali della trattazione, uno affidato alle parole di Teresa Mattei, la più giovane delle 21 Madri Costituenti, che si battè fortemente e con estrema. competenza. Affinché fosse sancito proprio il Principio di Uguaglianza inserito nell’art. 3 della Costituzione. L’altro della stessa Nilde Iotti che indica chiaramente come non ci fossero motivazioni valide affinchè non si potesse portare avanti il principio della parità salariale ed il diritto al lavoro adeguato anche per le dome.
Insomma, come espresso dalla Cerioni, le 21 Madri Costituenti erano numericamente solo il 3% dei componenti dell’Assemblea Costituente, ma portarono competenze giuridiche strategiche per redigere un testo estremamente modemo ed attuale. La presidente Eliana Flamini, ha voluto dare risalto a questo approfondimento scientifico per contrastare possibili distorsioni storiche. «Troppo spesso si tenta di mistificare o ‘tirare per la giacca’ la storia. ed il testo Costituzionale per raccontare le proprie verità», ha detto, sottolineando come l’analisi debba basarsi rigorosamente sugli atti ufficiali. «Di realtà agli atti ce n’è una sola e va conosciuta per quella che è. Poi ciascuno liberamente può avere le sue personali idee, ma si deve partire dalla verità e quella sta negli atti, magistralmente ripercorsi dalla professoressa Cerioni. Sono molto soddisfatta del risultato di questa serata, sia in termini di partecipazione, ma altrettanto di contenuti, il giusto mix tra, arte e cultura, che rende più fruibile un contenuto scientifico. Ringrazio ancora, tutti coloro che hanno contribuito alla ottima riuscita della serata» ha aggiunto la presidente.
Una serata che ha saputo coniugare cultura e arte anche grazie alla, mostra fotografica, dedicata a Sibilla Aleramo, simbolo delle lotte per l’emancipazione femminile. L’incontro si è concluso con un messaggio di condivisione e fratellanza, celebrando la partecipazione della cittadinanza. Secondo la presidente Flamini, il successo dell’evento risiede nel richiamo a una democrazia partecipativa. «La Repubblica si regge solo se tutti insieme ci sopportiamo, ci ascoltiamo, ci confrontiamo, ci rispettiamo, senza, distinzioni ma nella pienezza delle pari opportunità».
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