Audio choc nelle chat degli studenti:
scatta il presidio davanti al Campus
Questa mattina le forze dell’ordine sono dovute intervenire al campus scolastico per tranquillizzare genitori e studenti, nel panico a causa di alcuni messaggi e audio circolati sui social a partire da ieri.
L’allarme è scattato quando i centralini di polizia, carabinieri e polizia locale sono stati tempestati dalle chiamate di padri e madri fortemente preoccupati per la sicurezza dei propri figli. A scatenare la psicosi è stato il tam-tam digitale di una serie di vocali e messaggi inoltrati a catena tra i ragazzi, nei quali si parlava dell’organizzazione di sedicenti azioni violente, modellate su disordini già visti a Milano o in Francia.
Nei contenuti audio si faceva riferimento a gravissimi propositi: dall’ipotesi di appiccare due incendi — uno alla di Scienze Umane e uno al Panzini —, all’intenzione di accoltellare i passanti e le persone all’uscita delle scuole, fino alla presunta stesura di una lista di ragazze da sottoporre a violenze. Sebbene all’interno dei messaggi vi fossero evidenti riferimenti alla città di Rimini, il semplice fatto che venisse citato l’istituto Panzini ha fatto temere che le minacce potessero riguardare direttamente il campus senigalliese.
Di fronte alla forte ansia generale, le autorità sono intervenute con tempestività. Pur avendo compreso fin dai primi riscontri che si trattava di una classica fake news priva di reale fondamento per le scuole di Senigallia, è stato predisposto un presidio fisso davanti alla scuola in collaborazione tra polizia, carabinieri e polizia locale. La presenza degli agenti è servita a rassicurare le famiglie.
L’episodio mette tuttavia in luce quanto il clima di tensione e le preoccupazioni che attraversano oggi le piazze e il mondo giovanile siano alimentati dai social media, capaci di trasformare un messaggio virale e infondato in una psicosi collettiva.
sa. mar.
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