Ubriaco picchia la moglie
e la manda all’ospedale:
condannato marito-padrone

Il tribunale
di Talita Frezzi
La sentenza di primo grado è stata pronunciata ieri dal giudice del tribunale di Ancona Paolo Giombetti, che ha ritenuto l’albanese – da molti anni in Italia – colpevole di una serie di maltrattamenti e vessazioni nei confronti di quella che oggi è la sua ex moglie. La poveretta per molti anni ha taciuto, sopportando le umiliazioni e le violenze quotidiane, sia fisiche che verbali e psicologiche cui veniva sottoposta tra le mura domestiche. Nel corso degli anni il rapporto tra i due sarebbe degenerato, tanto che l’uomo spesso in stato di ubriachezza, malmenava la moglie la quale ha dovuto far ricorso anche alle cure dei sanitari. Dopo 15 anni, la donna ha trovato il coraggio di andarsene, denunciare il marito e porre fine a quell’incubo con una richiesta di separazione. Le indagini sono state condotte con perizia e grande umanità dai carabinieri della stazione di Collemarino agli ordini del comandante Giuseppe Colasanto. Al termine delle indagini, a settembre 2017, nei confronti del marito-padrone era scattato l’arresto. Dopo un periodo trascorso agli arresti domiciliari con il divieto di avvicinamento alla ex coniuge, ieri l’albanese – difeso dall’avvocato Paolo Strappini – è comparso davanti al giudice per l’udienza di primo grado. E’ stato condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione. La ex moglie, parte offesa, nel frattempo si è costituita parte civile tramite il legale Massimo Miccichè. Per lei, con questa sentenza, sta iniziando una nuova vita.
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